lunedì 16 marzo 2009

Tutto comincia e finisce

Qui al resort c'è un gattino giovanissimo.E' dolce e buono, si sfrega fra le gambe, si fa accarezzare, gira fra i tavoli durante i pasti. Mi sembra bruttino, ma è la razza indiana, dice Patrizia (soprannominata Gastone il fortunato per la sua sfortuna sfacciata a burraco), ma soprattutto è magrissimo, tutto pelle ed ossa, eppure mangia a quattro palmenti, tutti lo foraggiano, l'ho vedo con i miei occhi. Sorge allora la domanda: ciò che si vede corrisponde veramente a ciò che si vede? Non è che molti indiani che mi strappano il cuore sono come quel gatto?
L'oceano continua a fare il matto, il clamore delle onde sembra quello di un dio potente e corrucciato, la spiaggia scompare e ricompare, i pescatori da giorni non escono a mettere le reti in mare, due giorni fa e' passato piu' volte un elicottero per controllare la costa. Si dice che piu' di cento case siano state distrutte non lontano da qui, la coda di un uragano che dopo l'Australia e l'Africa ha colpito il sud dell'India. Sono scesa da sola a passeggiare sui pochi lembi di spiaggia sopravissuti. No beach, no tourist, no business, i venditori mi hanno subito assalita, come fare a dire di no? Mi sono ritrovata con 3 camicioni in mano per 750 rupie, 12 euro e 50. Ho tirato fuori l'unico biglietto che avevo, una banconota da 1000 rupie. Lui l'ha presa e l'ha baciata, mi ha fatto una certa impressione, da giorni credo non ne vedesse. Dice che non ha il resto, me lo portera' dopo. Rifletto un attimo. So bene che il buon senso suggerisce di lasciargli la sua mercanzia e poi patrizia mi direbbe- sei la solita- ma il mio incrollabile desiderio di fiducia nel prossimo mi spinge invece a dargli i soldi. Due ore piu' tardi ricompare con le 250 rupie. Sono stata cosi' contenta!!
Non ho mai parlato degli ospiti del centro perche' non c'e' niente da dire, nessuna conversazione, nessun incontro che abbia lasciato un segno. Copie di una certa eta' da vari paesi europei, le stesse che si potrebbero incontrare ad Abano o Salsomaggiore terme, giovani donne desiderose di coltivare da subito la loro bellezza, molti russi, maleducati e strafottenti, donne sole della nostra eta'. A parte le cornacchie che ti fregano il cibo sul tavolo e che urlano tutto il giorno con voce assordante, qui non e' un club med, non si viene per divertirsi a tutti i costi, ma per riposare,fare le cure, fare yoga e meditazione sul prato davanti all'oceano ( Patrizia e' bravissima, ci va tutte le mattine alle 8). alle 9, 30 di sera il silenzio e' totale.
Raffaele mi chiede se penso sempre al sick col turbante. Ma certo che si, ma come direbbe il grande Eduardo "ca' nun ci sta' nissciuno">
Shopana ha 44 anni e due figli di 20 e 24 anni. Da tre anni e' rimasta vedova. E' cattolica, ma e' anche indiana e non puo' risposarsi, non la vuole piu' nessuno, qui si usa cosi'.
Viviana e' venuta a passare la domenica con noi, proprio un bell'incontro. Ci ha raccontato storie del Kerala che lei conosce, francamente non ne e' emerso un bel ritratto. Il Kerala ad amministrazione rossa da molti anni e' uno stato ricco e con il piu' alto tasso di alfabetizzazione di tutta l'India, ma ha anche il triste primato del maggior numero di suicidi, la risposta di molti giovani al loro disagio fra tradizione e modernita'. Puoi anche farcela ad andare all'universita', ma poi devi sposare e fare il lavoro che ha deciso papa', anche se lui fa il pescatore, non ha visto ne' studiato nulla. Viviana non riesce per esempio ad avere internet in casa perche' deve sborsare 20.000 rupie quando per un indiano ne bastano 500. Si confronta quotidianamente con gente non professionale, non attendibile che ti vuole fregare, che non rispetta gli impegni presi. Con atteggiamento indolente e fatalista il keralese non fa nulla per migliorare la sua vita, semplicemente la vive. Forse e' la mentalita' in genere di tutti i sud del mondo, mi viene pero' in mente la fantasia di ogni napoletano sgarrupato, lui, la vita se la reinventa ogni giorno.
stamani bilancio col dottore del nostro soggiorno qui, come sei arrivata? come riparti? sorrisi e risate, deve pensarmi matta. Ho perso 2 kili, viso rubicondo da bebe', pancia e compagnia con le solite rotondita' da Rubens per dirla con un eufemismo chic, ma nel complesso e' stata proprio una bella esperienza. grazie Simone di avermela consigliata.
Ho colto qualcosa attraverso il buco della serratura di questa microrealta' vissuta per 15 giorni? L'eccesso di burocratizzazione e la mancanza di autonomia per esempio. Se chiedi una cosa banalissima, nessuno si assume la responsabilita' nemmeno di una risposta, ognuno rimanda la domanda al suo diretto superiore fino al capo servizio, alla fine ti faranno firmare 23 foglietti, alla faccia dei risparmi cartacei di mio figlio Francesco per il bene del pianeta. Responsabile certamente la dura amministrazione inglese degli anni coloniali, ma credo anche la rigida struttura piramidale della famiglia e della tradizione nella societa' indiana. Di veramente bello ho conosciuto la risposta del sorriso, vero e non finto, arma stupenda per dire buongiorno al mondo.
Questo e' l'ultimo mail che scrivo da Manaltheeram, poi "on the road" non sara' piu' possibile. Il resto al mio ritorno per chi ne avra' la voglia. Eh si, tutto comincia e finisce, sembra una verita' ovvia e banale, ma forse sono proprio quelle piu' difficili da accettare. Finiti i sorrisi complici con la dolcissima Suja' che e' mamma di un bambino di 8 anni e sembra lei stessa bambina ( ieri mi ha detto- madam sara I will miss you- e mi ha commosso), finito il rosso della bruciatura sul mio ginocchio, finiti gli intrugli amari come il fiele, finite le sfigate partite di burraco garanzia di futura fortuna amorosa sotto la verandina del nostro cottage, finita questa spiaggia meravigliosa sempre davanti agli occhi. Che scoperta, finiscono gli amori di una vita, vuoi che non finisca una bella vacanza? Elementare Watson, ma la parola fine mi lascia sempre un che' di amaro in bocca. Tutto scorre, e tu lascia fluire, domani si parte per una nuova avventura.
con amore sara

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