domenica 22 ottobre 2017

Villa Della Porta Bozzolo e la "pezzata inglese"

Sabato 14 ottobre. Nada de nada in programma. Pigramente e fatalisticamente girollo in pigiama per casa e mi dico che qualcosa succederà e difatti succede. Arriva una telefonata da Ester e Enrico, 50 anni di amicizia all'attivo, che propongono di passarmi a prendere alle tre per visitare  Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno dalle parti di Varese e poi a fine pomeriggio mi invitano a cena. Certo che accetto, non sono mica scema, una splendida giornata con un sole caldo che sembra primavera, scorrazzata in macchina, un bene del FAI che garantisce la qualità del luogo che visiteremo e poi ristorante finale, cosa volere di più, anche il principe azzurro? Dai, non esageriamo, mi sento già fortunatissima!
Come gestire e conservare queste eredità così impegnative e onerose è il problema che si ritrovano  regolarmente ad affrontare le generazioni seguenti e se lo chiede anche Carla Bozzolo, una degli eredi, nell'opuscolo della bella presentazione al luogo: "....la vecchia generazione scompare e quella più giovane si disperde. L'odore di chiuso e di muffa s'installa sovrano. Mani spietate asportano quello che sembrava lì da sempre. Che fare allora? Cercare di "tirare innanzi" alla meno peggio mettendo di tanto in tanto una pezza? Abbandonare il patrimonio familiare, fatto soprattutto di ricordi, a gente che si preoccupa innanzitutto di ricavarne un profitto? Si rimanda di giorno in giorno la decisione, ma poi non è più possibile..."  La donazione di questo immenso  bene al FAI è la risposta che gli eredi Bozzolo hanno trovato per salvaguardare la Villa e ridarle gli antichi splendori. Non sono i soli ad aver pensato a questa soluzione saggia e generosa, anni fa e sempre in concomitanza con le giornate del FAI, avevo visitato altre due ville di delizia a Vaprio d'Adda, Villa Melzi e Villa Castelbarco.  http://www.saranathan.it/2011/03/bellitalia.html

Attingendo alla documentazione fornita, leggo che l'elegante complesso, nell'entroterra lombardo del lago Maggiore, si è andato ampliando nei secoli attorno all'originario nucleo cinquecentesco: una villa padronale relativamente piccola in un insediamento agricolo con svariati edifici rurali. Nella seconda metà del '600 la famiglia Della Porta, proprietaria dei luoghi, avvia la costruzione di un nuovo edificio organizzato attorno a una corte d'onore e affacciato sul giardino, ma è nel primo '700 che da "villa-fattoria" la dimora si trasforma in una raffinata residenza di rappresentanza con tanto di cappella privata. E' ad Antonio Maria Porani, "pittore e ingegnere" che si affida il compito di nobilitare gli interni con le preziose decorazioni e gli affreschi e di progettare uno scenografico parco per valorizzare  la casa di famiglia. Visto lo spazio modesto di fronte alla villa, il nuovo parco si svilupperà in lunghezza, dal basso verso l'alto, seguendo parallelamente la facciata della casa. Su diversi livelli verranno quindi realizzate quattro grandi terrazze collegate fra loro da una maestosa scalinata con balaustre, statue e fontane in pietra di Viggiù.
Come il parco, anche la Villa dunque conosce nuovi fasti, ovunque raffinate decorazioni e largo uso di trompe l'oeil a motivo floreale in particolare su porte e finestre. Finita l'epoca dei Della Porta e dopo alcuni passaggi di proprietà, nella seconda metà dell'800 il nuovo Maître de Maison diventa il senatore Camillo Bozzolo e poi nel 1989, dopo un periodo di abbandono e spoliazioni con sciacalli che hanno fatto man bassa, la donazione da parte degli eredi al FAI che, grazie a ingenti finanziamenti di enti e privati, ha potuto realizzare gli interventi necessari di restauro e recupero per l'agibilità e l'apertura al pubblico .
Leggo purtroppo che gli interni conservano ben poco dell'arredo originario saccheggiato negli anni dell' incuria da continui furti, ma, elargizioni di arredi e opere d'arte di varie provenienze sapientemente ambientati, sono rappresentativi di una residenza nobiliare dell'epoca e restituiscono alla Villa l'atmosfera di un ambiente familiare vissuto. Sono originali della casa i letti a baldacchino delle camere del piano nobile e l'arredo ligneo della Biblioteca dei primi decenni del '700 che riunisce i libri raccolti dalle diverse famiglie che si sono succedute. Davvero splendida  la Biblioteca, più di 2000 volumi in prevalenza testi medici per via della professione esercitata da Camillo Bozzolo, ma anche opere del Bembo e del Petrarca nonchè l'edizione completa dell'Encyclopédie di Diderot del 1779. E' la casa editrice SKIRA, specializzata in libri d'arte, che ha provveduto al restauro dei locali della Biblioteca e alla catalogazione critica dei libri, una garanzia.



Io non lo so se sia ortodosso passare dagli arazzi settecenteschi e da prestigiosi incunaboli a una serie di conigli che erano in esposizione in un angolo del giardino, ma sta di fatto che erano assolutamente stupendi. Altro che solo coniglio bianco, ignoravo che ci fosse una tale varietà di esemplari e non conoscevo nemmeno l'aggettivo "cunicole", razze cunicole, le diverse razze dei conigli. La pezzata inglese in particolare ha suscitato il mio entusiasmo, mi ha ricordato i cani Welsh Corgi della Regina d'Inghilterra. Evidentemente oltre la Manica si amano gli animali piccoli e rotondetti. Grazie Ester, grazie Enrico, una bellissima giornata!


sabato 21 ottobre 2017

Ettore Sottsass alla Triennale: curiosità...ironia...poesia...

....dalla presentazione di Barbara Radice
Grazie! Grazie alla Triennale che ha allestito la bellissima mostra su Ettore Sottsass, ne avevo proprio bisogno per tirarmi su di morale. Con l'autunno ingialliscono le foglie, il parco Sempione diventa un tappeto di ricci di ippocastano e puntuale mi bussa alla porta  la malinconia; vorrei non aprire, ma lei si infiltra lo stesso. Anni fa mi aveva incantata l'allestimento dell'esposizione Fornasetti e anche questa, "There is a planet" non è stata da meno. Poliedrico  e ricco di poesia Ettore Sottsass, altrettanto poliedrici e ricchi di poesia i suoi lavori: entrambi geniali, lucidi, ironici, a volte disincantati e sempre curiosi. (http://www.saranathan.it/2014/01/formula-segreta-fornasetti.html).
Di lui sapevo ben poco, l'importanza del nome certo, sommariamente della sua attività di designer e architetto, soprattutto come fondatore negli anni '80 del gruppo Memphis di cui ho sempre adorato le realizzazioni piene di colore e di allegria. Sapevo che era stato il marito di Fernanda Pivano, la straordinaria americanista che ha fatto conoscere in Italia poeti e scrittori della beat generation, ma poi null'altro. Grande sorpresa scoprire che Ettore Sottsass è stato mille altre vite ancora, fotografo, pensatore, poeta, instancabile viaggiatore, scrittore e ancora e ancora. Leggere e vedere le sue cose da semplice spettatore non addetto ai lavori ha suscitato in me stupore, allegria e materia di riflessione. Ho pensato di non aggiungere nient'altro, cosa puoi dire di uno che regala il mondo a chi è capace di scendere dall'automobile e baciare i fiori gialli dei prati? Di uno che invita l'amica a non guardare il tempo che passa ma a mangiarselo? Di uno che progetta uno stadio per guardare le stelle e delle zattere per ascoltare la musica da camera? E poi lo dice Sottsass stesso che "...a spiegare troppo c'è sempre il rischio di negare i misteri, di appesantire la dinamica, di soffocare le vibrazioni, di escludere l'ignoto". Semplicemente la parola a lui, allora, attraverso i suoi scritti e le sue opere e condivido disordinatamente quel che ho visto perché è stato difficile scegliere, troppe e tutte interessanti le sollecitazioni e gli spunti, una vera caverna di Alì Babà. 







Sbaang 
c'è rumore e c'è silenzio
 ci sono mari e ci sono montagne 
ci sono puttane e ci sono vergini 
     ci sono deserti e ci sono prati             
       ci sono poveri e ci sono ricchi               
 c'è mortadella e c'è caviale          c'è sangue e c'è amore 
c'è tempesta e c'è arcobaleno
       ci sono nemici e ci sono amici 
c'è op e c'è pop



PS: Non ti rammaricare, cara Carla, di non aver potuto vedere la mostra di Sottsass durante la tua recente scappata milanese, dura fino all' 11 marzo 2018 e ce la farai senz'altro. Per intanto ti propongo il mio caotico assaggio.