giovedì 26 febbraio 2015

gente di mare

dal terrazzo dell'amica Delia

Su Camogli e le sue bellezze non mi soffermo a lungo perché le ho già dedicato un meritatissimo post. Non posso però mancare di aggiungere qualche chicca, per esempio la stupenda casa di Delia che per l'occasione della mostra di Frida a Genova ci ha invitate per il fine settimana regalandoci la vista Metro Goldwyn Mayer di cui si gode da finestre e terrazzo; la fregatura sono le ripide scale da scendere e salire, ma è "croce e delizia" di tutte le case di Camogli e poi per arrivare su su  fino al  paradiso in fondo ci sta fare un po' di fatica. http://www.saranathan.it/2014/01/camogli-dellaltro-mondo.html
E impossibile non fare un parallelo fra gente e cormorani appollaiati gli uni e gli altri su muretti e scogli per riscaldarsi a un freddo sole dopo tanta pioggia e venti del nord o non provare  il caffé dei miracoli o quello degli angeli nel baretto giusto dietro casa con l'imbarazzo di dover scegliere fra una lista sterminata di possibilità tutte allettanti; ho ceduto per uno con marroni e panna che dove avere mille calorie.

Porto e faro di Camogli si allontanano e quello che vorrei condividere oggi è qualche scorcio della magnifica passeggiata verso Recco fino alla minuscola stazione di Mulinetti: non conoscevo questi luoghi e sono un incanto. Tanto per cominciare belvedere e casa di riposo per Gente di Mare. Capitani di vascello e marinai, navigatori e naviganti, bucanieri e pescatori, tutta "Gente di Mare", e detto così mi è piaciuto tanto, due semplici parole che sanno evocare secoli se non millenni di avventure, storie di grandi imprese e di umili fatiche quotidiane, la dura vita di chi con il mare ci vive e ci convive da sempre. 
E poi Recco, con i ragazzi che si divertono sull'autoscontro proprio davanti alle onde, la ferrovia che taglia in due il paesaggio e quel mix non sempre riuscito di antico e moderno. Quel maledetto viadotto ferroviario! E' per colpa sua che fra il novembre '43 e il giugno '44 Recco ha subito ben  28 bombardamenti da parte degli alleati, 127 vittime civili, numerosissimi feriti e l'abitato urbano raso al suolo al 97%, secoli di storia cancellati e tutto da ricostruire. Attraverso la distruzione del viadotto ferroviario l'obbiettivo era quello di isolare l'intero territorio e la riviera levantina dal capoluogo regionale.  

E poi proseguendo fino alla minuscola stazione di Mulinetti, ancora scorci di mare, belle ville, mimose in fiore e una grande luna che si prepara a brillare per la notte limpida.





mercoledì 18 febbraio 2015

Genova "la superba"

La sua Genova natale, lo scenografo-pittore-illustratore Emanuele Luzzati ce la mostra come una regale sorridente "menina" dalla corona in testa e l'intera città racchiusa nell'ampia gonna nel museo "Imaginarium" a lui dedicato a Porta Siberia con tanto di carabiniere a guardia e all'esterno una scultura, fantasiosissimo elemento scenografico creato nel 2000 dal Maestro Luzzati per lo spettacolo teatrale "Gli Uccelli" di Aristofane.
E davanti a Porta Siberia e alle sue imponenti mura del '500 l'anonimo parcheggio ma anche la vista strepitosa del Porto Antico, una vasta superficie tutta  ripensata dal grande Renzo Piano con l'Acquario, la Bolla della Biosfera, varie altre strutture espositive e culturali e le vele piccole e grandi  che giocano col vento e persino con la grandine che si è messa a scoppiettare all'improvviso proprio mentre ce ne andavamo a zonzo. Segni architettonici di modernità della Genova del terzo millennio che convivono egregiamente sulla stessa area con antichi palazzi a tangibile testimonianza di un passato glorioso come  il palazzo San Giorgio o quello della vecchia Borsa tanto per citarne due, per non parlare poi delle scoperte nascoste fra i caruggi,.
La chiamano "Genova la Superba" e, non so, forse il soprannome se lo sarà meritato, ma francamente la città ne ha ben donde perché anche alla visita superficiale di poche ore mostra generosamente le sue bellezze e mi vergogno di esserci venuta sempre e solo frettolosamente di passaggio. Non mi azzardo ad intaccare fama e mito di Venezia, guai a chi li tocca, ma di Genova se ne dovrebbe parlare di più, anche lei è stata ricca e potente Repubblica Marinara e non le sono mancati Dogi e Principi, palazzi e fasti, tesori creati e conquistati da esibire.  
L'Adorazione dei Magi attribuita allo scultore G. Gasini intorno al 1460
Chiesa e Piazza San Matteo
La Cattedrale di San Lorenzo

Portici e piazze, chiese e palazzi, le ville eclettiche dell'architetto Coppedè già ammirato a Roma http://www.saranathan.it/2010/05/roma-maria-speck-e-il-conte-wuerstel.html) e il gotico pisano di certe chiese, caruggi stretti stretti brulicanti di vita come lo sono tutti i porti di marinai e mercanti, vetrine allettanti con focacce bionde e croccanti unte di olio sopraffino in esposizione, la mia passione, e vecchi storici caffé; andare a zonzo e guardare è una vera festa per gli occhi e il palato, Porta Soprana bello scorcio da lontano e imponente da vicino, accanto quel che resta  della casa di Cristoforo Colombo, il nostro navigatore fiore all'occhiello le cui ceneri non vengono lasciate riposare neanche da morto, ho visto la  supposta pomposissima tomba di Cristòbal Colòn a Siviglia, ma forse non è il posto giusto perché Santo Domingo ha da obbiettare.  http://www.saranathan.it/2014/07/siviglia-alcazar-e-cattedrale.html 
L'occasione della sosta a Genova è il gradito invito a Camogli di Delia per il fine settimana e soprattutto la curiosità delle amiche di vedere la mostra di Frida Kahlo e Diego Rivera che chiudeva i battenti proprio in quei giorni. A dire la verità non sono una grande estimatrice della "baffuta" e dei suoi aghi che le trafiggono tutto il corpo, non impazzisco nemmeno per i murales del suo monumentale compagno anche se la sua  "Donna con un alto cappello" matita su carta del 1920-21 che sono riuscita a fotografare di straforo è superba. Il film della loro storia d'amore appassionata mi aveva fatto comunque versare romantici fiumi di lacrime, lo devo ammettere.


Sotto le arcate del meraviglioso Palazzo Ducale una coda da far paura, vedere per credere, nell'attesa che si riducesse ne abbiamo approfittato per girare fra le bancarelle del bel mercatino di antiquariato che si tiene tutti i primi sabati del mese e vedere in una galleria, anche lei sotto le arcate, una bella mostra fotografica dal titolo intrigante: "Donne di cuori" ovvero Alda Merini e Marylin Monroe. L'accostamento può far riflettere, ma in fondo ci sta,  eros e thanatos per entrambe, la poetessa meneghina attraverso le parole e la bionda esplosiva americana con le circonferenze.

Meglio tardi che mai, adesso che l'ho scoperta Genova non la mollo più, mi manca un sacco da scoprire, l'antico corso Garibaldi con i palazzi nobiliari dei Rolli, il quartiere di Castelletto sulle alture, il borgo marinaro di Boccadasse e chissà cos'altro ancora, ma non c'è problema, ho un'altra occasione  formidabile in tasca, la prossima mostra a Palazzo Ducale sul mio movimento artistico preferito, l'Espressionismo tedesco, e chi se la perde!!!!!!!.