lunedì 9 marzo 2009

Virechanam

Ho parlato dei trattamenti, ma non mi sono soffermata su Shopana e Suja' ed immagino tutte le altre donne che lavorano nel centro. Si, vorrei sottolineare la regalita' dei loro movimenti. Si muovono con una sincronia incredibile, sono 4 mani ma lavorano all'unissono, nel silenzio, nel rispetto, sussurrandosi appena cio' che devono fare. Ogni gesto, dal tagliare le tele per farti il turbante o le fascie al pulire le pentole, dal viaggiare sul tuo corpo come fosse una carta geografica conosciuta da sempre al farti oscillare il pentolone d'olio sulla fronte, sono dritte come fusi, il grembiule rimasto pulito sa il diavolo come, il sorriso costante che senti autentico perche' e' proprio un modo d'essere. Adoro farle ridere e francamente basta proprio poco, un nonnulla e' fonte di allegria. Un ultima cosa,sapete come ti puliscono dopo il bagno d'olio? Ti strigliano come i cavalli con due foglie di cocco tagliate a mezzaluna.
Virechanam? eh, capisco che chi non ha viaggiato non puo' sapere, in sanscrito = purga. Lo so che non e' chic, ma ero terrorizzata dal "purgation day" e se non ne parlo con gli amici, con chi dovrei farlo? Consiste in un bicchierone di olio di ricino ed acqua calda da bere a volonta'. L'ultima riga del foglio esplicativo datomi in proposito recita cosi': " Dopo tutto cio', la parte di purificazione del vostro corpo e' finita, il vostro Panchakarma treatment e' finito". Ecco, annuncio ufficialmente al mondo che sono purificata, una mammola di primavera, adesso mi rimane solo da perdere 15 kili e 1500 rughe, una bazzecola perbacco.
la nostra vita al centro: i ritmi sono molto lenti, lo vuole il posto, il clima, le cose che stiamo facendo ed una pigrizia all'Oblomov che inaspettatamente e' spuntata fuori. al mattino fra spiaggia, quella stupenda e vuota di cui ho gia' parlato ( dove Patrizia si crogiola al sole) e la piscina, ombrosa e silenziosa dove io amo nuotare. pomeriggio trattamenti e sera burraco. il mangiare e' vegetariano, a parte il riso in bianco, le verdure crude e la frutta, io non conosco niente, i miscugli sono per me spesso difficili, o troppo piccanti, o troppo dolci, o troppo brodosi, Mi vergogno a dirlo, ma talvolta faccio proprio quello che ho sempre criticato, l'italiano all'estero, nel senso che appena vedo delle noodels, anche se stracotte, anche se condite non importa come, mi avvento, Patrizia invece fa fieramente onore a tutto, da vera manager internazionale. ogni sera mentre ceniamo nella stupenda terrazza tra giungla ed oceano, ascoltiamo un concerto. Sono 2 -3-4 suonatori che seduti compostamente a cerchio per terra ci fanno conoscere musica e strumenti locali: chitarra, fisarmonica, tablas, e quando dico fisarmonica per esempio non ha niente a che vedere con quella che conosciamo. una sera c'e stato uno spettacolo di kathakali, tratto dal Mahabbaratha, la forma teatrale tradizionale del Kerala ( maschere, costumi straordinari, gesti rituali e mimica degli occhi) e meno male che era la versione per turisti di un'ora e mezzo perche' quella vera dura svariate ore.
bacioni oleosi, unti bisunti a tutti. sara

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