giovedì 19 gennaio 2012

crisi, affari & spiritualità

Altro che perdute ed irraggiungibili isole lontane, le qui presenti, Sainte Marguerite e Saint Honorat, le due isole di Lérins, sono vicinissime, a un vero tiro di schioppo dalla terraferma, 15 minuti esatti di vaporetto per mettere piede sulla prima, 20 minuti cronometrati per la seconda dall'imbarcadero sul molo di Cannes.

Da sempre e a tutte le stagioni se sono da quelle parti vado a Saint Honorat, è piccola come un fazzoletto, verdissima, silenziosa, un vero piacere farne a piedi il giro, ci vuole a passo di tartaruga e assaporando il percorso non più di un'ora e mezza. Tanti anni fa solo il monastero sempre curatissimo e una specie di buvette sgangherata giusto per un caffè, adesso i monaci si sono dati da fare alla grande, gestiscono direttamente il servizio del traghetto di approdo all'isola, le cappelle, stazioni di sosta per raccoglimento e preghiera durante i pellegrinaggi che nei secoli passati si usava fare a piedi nudi, sono state restaurate, un attrezzato bar ristorante al moletto d'arrivo e persino un cartello di benvenuto. 
Come tutti i luoghi carichi di anni e di storia, isola e abbazia hanno conosciuto varie peripezie; da quel lontano monastero, importante sede della cristianità fondato agli inizi del V° secolo ne è passata tanta di acqua sotto i ponti, nei secoli un continuo alternarsi di incursioni e saccheggi da parte di corsari saraceni, genovesi e spagnoli, nel 1047 i monaci saranno portati prigionieri in Spagna. Per difendere l'abbazia e l'isola nel XIV° secolo viene creato un sistema di segnali fra la torre fortificata del monastero e quella del vecchio quartiere Souquet a Cannes, ci sarà pure un presidio di soldati che abiteranno nei luoghi fortificati del monastero.

 Saint Honorat sarà dichiarata bene nazionale durante la rivoluzione francese e addirittura venduta ad un'attrice che vi abiterà per vent'anni, trasformando il monastero in sale da ricevimento. Diversi ordini religiosi e varie edificazioni si sono succeduti, le costruzioni attuali sono state fatte tra l'XI° e il XIV° secolo e  dal 1859 il monastero viene finalmente restituito al culto e ai monaci cistercensi della congregazione di Sénanque. 
Che straordinaria intraprendenza manageriale questi monaci cistercensi veramente al passo con la modernità, un marketing di altissimo livello. Il titolo molto significativo di questo post non è farina del mio sacco, ma del Fratello Marie Paques, monaco, prete - e capo d'impresa come dice la presentazione del suo libro "Alla ricerca di senso" che uscirà a fine marzo 2012 ma che si può prenotare fin da ora compilando il buono d'ordine alla boutique del monastero. Leggendo qualche parola su di lui sul dépliant ho visto che è monaco all'abbazia di Lérins dal 1985 e che è stato ordinato sacerdote nel 1995. 
Non conosco assolutamente la sua storia, ma fantasticando a ruota libera come spesso mi capita, mi sono fatta l'idea che nel primo tratto della sua vita magari Fratello Marie Paques era manager o imprenditore, poi forse come molti è venuto a fare un ritiro spirituale al monastero, (la stessa scelta all'epoca del faccendiere Licio Gelli meglio noto come Venerabile Maestro della Loggia massonica segreta P2 che proprio qui fu trovato ed estradato in Italia) ha rivoluzionato la sua esistenza, si è fatto prete ed ha messo le competenze della sua vita precedente al servizio del bene e della comunità. (Ricordo che queste sono mie pure illazioni.)
Fatto sta che gli affari funzionano da Dio, è proprio il caso di dirlo. L'eccellente marketing ha valorizzato ed implementato quella produzione  artigianale iniziata in sordina nel monastero nel lontano 1895. Qui si producono vini e liquori rari e singolari a prezzi di tutto rispetto, si possono comprare direttamente in loco o per corrispondenza, sul chiarissimo buono d'ordine e sui quattro siti internet dell'abbazia con una perfetta organizzazione commerciale è previsto tutto.
Tornando con le amiche a Cannes a pomeriggio inoltrato non potevamo certo mancare di visitare il quartiere del Suquet col suo museo navale de la Castre e quella torre da cui un tempo si mandavano segnali all'Abbazia per avvertire dei nemici in arrivo, è la parte più antica e più autentica della città della  mondana Croisette.
Chiude cinematograficamente questo post  uno straordinario trompe l'oeil che invade l'intera facciata di una vecchia casa. Ai balconi si presentano in ordine sparso  Stanlio e Ollio, Charlie Chaplin, Maurice Chevalier, Marilyn Monroe, Elisabeth Taylor con Frank Sinatra, i protagonisti del Titanic, Alain Delon e Claudia Cardinale nell'indimenticabile ballo del Gattopardo, Federico Fellini purtroppo solo senza l'Anitona nella Fontana di Trevi, quel mitico Humphray Bogart di Casablanca, Tarzan con le inseparabili  Jane e Cita, Topolino con la sua Minnie e i terribili Uccelli di Hitchcock maestro del brivido. All'appello dello schermo ci sono tutti coloro che davanti o dietro la cinepresa in quelle sale buie ci hanno fatto ridere, sognare, tremare, battere il cuore, commuovere....la generosa irrinunciabile magia del cinema!


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