sabato 8 luglio 2017

scorci domenicali di Asolo sotto la pioggia

Luminosità e colori non sono certo quelli del sud e di Pantelleria in particolare e poi quel giorno pioveva a dirotto, ma ritorno volentieri nel Veneto e al racconto di quei giorni dall'amica Franca che si scervellava per pensare dove portarmi e cosa farmi scoprire di nuovo. Meta del giorno è Asolo, buen retiro di poeti e scrittori, di artisti e viaggiatori, ( non a caso Asolo deriva dal latino asylum, rifugio per eccellenza), terra anche di prelibatezze gastronomiche ma non ne parlo perché devo stare a dieta. Cielo bigio e pioggia e per di più era domenica, tutti i bei negozi chiusi e nessuna animazione per le antiche stradine lastricate, non sono certo le condizioni migliori per cogliere il mood del borgo eppure il fascino non mancava a partire dalla campagna circostante.
Vi voglio svelare un mio trucchetto: prima di andarci informatevi sempre se il luogo che volete visitare è stato frequentato da Hamingway, Churchill o D'Annunzio, tre notori giramondo e amanti del bello, se la loro presenza è stata segnalata da quelle parti, potete star tranquilli, ne varrà senz'altro la pena, si tratta di un bel posto. Nel caso di Asolo è questione di D'Annunzio, protagonista di una tormentata e naturalmente passionale storia d'amore durata una decina d'anni con Eleonora Duse. Già, la divina ad Asolo aveva preso in affitto un palazzo posto sulla cinta muraria medievale che aveva anche restaurato. Ne aveva amato il panorama: "Allorché la mattina apro le imposte della mia camera, nel vano della finestra si inquadra il Monte Grappa. Allora metto due vasi di fiori sul davanzale. Ecco un altare". Sarà la figlia della celeberrima attrice ad acquistare in seguito l'edificio.
Non solo ci ha vissuto, la Duse ha voluto anche esservi sepolta, la tomba rivolta verso l'amato Monte Grappa, nel cimitero di Sant'Anna dal nome dell'omonima chiesa, dopo essere mancata a Pittsburgh nell'aprile 1924 durante la sua ultima tournée statunitense. Francamente mi sarebbe piaciuto visitare il Museo Civico di Asolo, ci avrei trovato oggetti, libri, arredi personali, calzature e abiti di scena, ritratti e lettere autografe della Duse donati nel '33 dalla figlia allo Stato Italiano. Adoro mettere il naso nelle storie delle vite d'eccezione, mi è capitato di leggere la biografia di Sarah Bernhardt, l'altra divina dell'epoca a cavallo fra '800 e primi '900, rivale sulla scena e anche in amore della Duse visto che il cuore di D'Annunzio, e forse non solo quello, era grande, ma della vita di  Ghisola, come la chiamava il Vate, ne so proprio poco e la documentazione del museo sarebbe stata un'occasione.
Ah l'amour l'amour toujours l'amour......resta sempre il nostro motore più potente. "Preferirei morire in un cantone piuttosto che amare un'anima tale. D'Annunzio lo detesto, ma lo adoro", parole proferite dalla grande attrice che rivelano tutte le misteriose contraddizioni dell'animo femminile. Se  Salisburgo è il regno di Mozart, persino i famosi cioccolatini portano la sua immagine, ad Asolo imperversa la Duse, si potrebbe alloggiare anche in un albergo sotto i portici che porta il suo nome.  




2 commenti:

  1. Asolo mi aveva conquistata immediatamente, anche perché il primo incontro avvenne in una tiepida giornata settembrina di luce dorata. La Duse, naturalmente, imperversava (come Ilaria del Carretto a Zuccarello); ma tra i tanti ricordi ne ho uno in particolare: la Casa Longobarda. L'hai vista?

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  2. no sorry, troppo poco tempo a disposizione.....ma mi rifarò

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