sabato 6 giugno 2015

volubilità femminili




Non si può certo dire che quest'anno abbia fatto il piccione viaggiatore, a parte qualche gita fuori porta e due brevi capatine a Parigi dal mio adorato nipote, nada de nada, sedentaria a cuccia in quel della Ghisolfa, ma di un viaggetto di due settimane a giugno con l'inossidabile Gastone se ne parlava da un bel pezzo e in direzione nord Europa, quando il freddo troppo freddo ha già cambiato latitudini.



 I pochi giorni passati qualche anno fa a Berlino non ci erano bastati, troppo da vedere e la curiosità di saperne di più. Per tutto l'inverno avevamo perciò coltivato l'idea di affittarci un appartamentino nella zona est e di fare le berlinesi, estendendo poi magari il viaggio a Dresda e dintorni.





Verso aprile, non so bene come e perché, Gastone tira fuori all'improvviso dal misterioso cassetto dei desideri le capitali baltiche. E perché no? Un'altra possibile meta interessante.

Tallin, Riga, splendide capitali, pare, della vecchia lega anseatica e Vilnius in Lituania, patria di Chagall e di Soutine che adoro e  che oltretutto è città vicinissima a Minsk in Bielorussia che vorrei visitare da sempre perché vi è stata deportata da Vienna in un viaggio senza ritorno la mia nonna materna che non ho avuto la fortuna di conoscere; per me sarebbe come un doveroso e simbolico andarla a trovare.
Affare fatto, compro la Lonely Planet delle Repubbliche Baltiche, ci studiamo i possibili itinerari, passiamo più serate insieme a documentarci, selezionare, programmare, guardare i voli aerei, il costo della macchina da noleggiare eccetera eccetera. Arriviamo ai primi di maggio ed eravamo veramente a buon punto con la nostra programmazione baltica quando una sera, a una cena di compleanno di un'amica, racconto al compagno di Gastone la mia passione mai pienamente soddisfatta per la Puglia che in passato ho avuto occasione di conoscere poco e male, la bellezza di Alberobello o Martina Franca, il Tavoliere con la sua aria sopraffina, gli ulivi secolari, giganti ora malati, nodose sculture senza tempo su quella terra rossa argillosa, delle mozzarelline piccole piccole che come un cioccolatino bianco stanno fra le due dita di una mano e la voglia del Salento, di Lecce e del barocco pugliese.

Non l'avessi mai detto, quello parte subito in quarta:  sul Baltico che ci andassimo pure da sole, ma in Puglia no, progetto stupendo e voglia di aggregarsi, lui ci farebbe molto volentieri da chauffeur e poiché conosce bene l'Italia minore, strada facendo, saprebbe bene dove sostare. Ecco, vorrei che qualcuno mi spiegasse i tortuosi e misteriosi cammini dell'animo femminile, il nord barattato col sud nel tempo di una pastasciutta: per mesi Berlino in programma, spuntate poi dal nulla le Repubbliche Baltiche ed eccoci in procinto di partire domattina all'alba per un giro in Puglia. Mah, proprio non capisco, volubilità e misteri vanno però rispettati, hanno un loro fascino....

1 commento:

  1. Applausi. Complimenti per la scelta. Megtlio approfittare degli ultimi sprazzi di primavera in Salento, piuttosto che affrontare la tramontana in Lituania. Il Sud si gode meglio nella mezza stagione, per me almeno, che detesto il solleone.

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