lunedì 19 marzo 2012

Condorito


Di Condorito ho fatto conoscenza a Santiago nei bellissimi cortili dell'Università Mayor dove si teneva un mercato del libro usato. Molti stand esponevano vecchi numeri da collezione o nuove brillanti ristampe, è sorta la curiosità e poi non mi va di morire totalmente ignorante. "Soy fanatico de Condorito" mi dice uno studente al suo banchetto di vendita e volentieri mi introduce nel mondo di questo fumetto, il più famoso del Cile e diffusissimo in tutta l'America Latina. A Estaciòn El Llano linea due della metropolitana gli hanno fatto addirittura un monumento.
E' nato dalla penna e dalla fantasia di Pepo, al secolo René Rios Boettiger, che dopo aver visto il film Saludos Amigos di Walt Disney pare si sia incazzato. La pellicola era ambientata in America Latina e il Cile veniva rappresentato da un piccolo aereo sgangherato che a gran fatica, lottando con i venti, tentava di attraversare la Cordigliera. In un creativo sussulto di orgoglio nazionale, la mente di Pepo ha partorito Condorito, un'affettuosa interpretazione dell'indomito sovrano dei cieli andini con i sandali ai piedi e il sigaro in bocca, simbolo della semplice genuinità e della fierezza dell'uomo dei campi cileni.

E subito un'elegante stilettata ai potenti Stati Uniti ridotti a quattro zampe dal cane "Washington", l'amico fedele di Condorito. Mi ha ricordato Snoopy di Charlie Brown ed è stato curioso  scoprire che entrambi sono nati negli stessi anni, nel '49 Washington e nel '50 Snoopy, altra coincidenza il fatto che Pepo e Charles M. Schulz hanno tolto tutti e due il disturbo terreno nel 2000.
Condorito esce mensilmente e fino al numero cento ci sono quelli originali di Pepo, ma poi la pubblicazione è continuata, numeri nuovi e continue ristampe di quelli vecchi. Mi è stato subito simpatico forse perchè come me ha una grande faccia tosta e dice sempre  "esigo una spiegazione". Vive nell'immaginaria città di Pelotillehue (un nome che evoca l'orgoglio indigeno mapuche), ha il nipote Coné che è un suo clone in miniatura ed ha degli amici dai nomi esilaranti.
Huevoduro, uovo sodo, come indica smaccatamente la sua conformazione craniale, Garganta de lata (collo di latta) e  Tomate, per via della testa rossa. Non manca un pasciuto fraticello, Padre Venancio, che per non perdere le nefaste abitudini della sua professione, esclama spesso "Arrepiéntete ahora, hijo", pentiti adesso, figliolo!

 Condorito è naturalmente innamorato di Yayita, la "novia" dei sogni, una superfiga supercazzola, per dirla agli Amici Miei di Monicelli, e ha un rivale in amore macho, palestrato, tanti muscoli e poco cervello e dai denti hollywoodianamente sbiancati che trovo geniale, nel nome e nel profilo del personaggio, Pepe Cortisona.


Per completare il quadro non ci poteva essere che la classica futura suocera che imperversa a tutte le latitudini, Dona Tremebunda, l'accattivante iniziale sorriso che rivela presto la vera natura della mamma dell' amato angelo del focolare.
La lettura di pochi numeri non è certo sufficiente per cogliere in profondità la psicologia dei personaggi e le allusioni al contesto cileno, ma risulta subito chiaro perché Condorito abbia un successo trasversale e piaccia a tutta la famiglia, grandi e piccini. Condorito è uno specchio semplice, stereotipato forse, della vita di tutti noi con problemi del quotidiano e situazioni universali. Non mancano certo la satira e la riflessione critica, Pepo vi si era allenato collaborando per anni a Topaze, una rivista cilena di satira politica, ma sono velate, amabilmente ironiche, non pungono, graffiano solo dolcemente, ciò che ha permesso a Condorito di sopravvivere alla censura degli anni della dittatura come non è invece successo ad altre pubblicazioni di quegli anni difficili.  

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