In Sicilia, of course, Caltagirone e Santo Stefano di Camastra, mentre in Puglia per la ceramica si deve passare da Grottaglie, rinomata capitale del genere; la compagna di viaggio Gastone ne è un'appassionata estimatrice, la sua casa milanese brulica di vasi, piatti, brocche, volendo potrebbe far pagare il biglietto per la visita come in un museo. Lasciata la meravigliosa Matera e dopo l'incontro lungo la strada di campagne coltivate, paesini arroccati e greggi, ci fiondiamo al Museo della Ceramica del Castello Episcopio a Grottaglie; di corsa perché è quasi mezzogiorno e rischiamo di trovarlo chiuso.
venerdì 11 settembre 2015
a Grottaglie in giro per ceramiche
In Sicilia, of course, Caltagirone e Santo Stefano di Camastra, mentre in Puglia per la ceramica si deve passare da Grottaglie, rinomata capitale del genere; la compagna di viaggio Gastone ne è un'appassionata estimatrice, la sua casa milanese brulica di vasi, piatti, brocche, volendo potrebbe far pagare il biglietto per la visita come in un museo. Lasciata la meravigliosa Matera e dopo l'incontro lungo la strada di campagne coltivate, paesini arroccati e greggi, ci fiondiamo al Museo della Ceramica del Castello Episcopio a Grottaglie; di corsa perché è quasi mezzogiorno e rischiamo di trovarlo chiuso.
mercoledì 9 settembre 2015
Giappone: AFFITTASI AMICO
Altro che due locali più servizi, villetta al mare nel mese di agosto, rent a car, bicicletta, l'apparecchio lava moquette o vetri, orchestrina, il mago alla festa dei bambini, sedia a rotelle per una gamba rotta o vestito in maschera per una serata a tema, qui si tratta di affittare amico/a per qualche ora e senza fraintendimenti, patti chiari e amicizia lunga, passeggiata e chiacchierata in un locale pubblico e basta così, la locazione proibisce di vedersi fuori dal tempo contrattuale, di andare a casa del cliente o di incontrarsi sulla sua vettura, per questo genere di situazioni resta sempre valido il più antico mestiere del mondo o le moderne escort, ma questa è un'altra storia.
Ho letto l'articolo "Comment j'ai loué un ami" su Figaro Madame dello scorso fine settimana, 4-5 settembre e sono rimasta basita. La giornalista Agnès Redon informa sulle ultime novità dal Sol Levante, ovvero la nascita e il prosperare di agenzie che per qualche ora e non so quanti yen mettono a disposizione un orecchio pronto all'ascolto, un amico/a in affitto a ore.
Sarà che gli italiani sono cuore in mano e di parola facile, ma da ragazza facevo la volontaria in un'associazione che si chiamava "Telefono Amico" e sono andata a controllare, è sempre attiva in molte città della nostra penisola, l'ascolto è ovviamente gratuito. Non così evidentemente in Giappone dove time is money e le regole sono sempre di acciaio. Tokyo conta più di 30 milioni di abitanti e la solitudine è in crescita esponenziale; temutissimo in Giappone, scrive la giornalista, il "kodokushi", la morte in solitudine, esiste pure una parola per dirlo, quando i genitori non ricevono mai la visita dei loro figli troppo occupati nel lavoro e nella carriera: aiutoooo!
Sarà che gli italiani sono cuore in mano e di parola facile, ma da ragazza facevo la volontaria in un'associazione che si chiamava "Telefono Amico" e sono andata a controllare, è sempre attiva in molte città della nostra penisola, l'ascolto è ovviamente gratuito. Non così evidentemente in Giappone dove time is money e le regole sono sempre di acciaio. Tokyo conta più di 30 milioni di abitanti e la solitudine è in crescita esponenziale; temutissimo in Giappone, scrive la giornalista, il "kodokushi", la morte in solitudine, esiste pure una parola per dirlo, quando i genitori non ricevono mai la visita dei loro figli troppo occupati nel lavoro e nella carriera: aiutoooo!
Alla giovane Megumi Furukawa, che prima lavorava in un istituto di bellezza e di gente ne vedeva tanta, è venuto in mente di aprire la sua agenzia "Support One", che va a gonfie vele e può contare su un centinaio di clienti al mese, perchè si è accorta che la gente ha bisogno di parlare. E quando la molla non è la solitudine, lo è la pressione sociale, quel dover sempre salvare le apparenze, il diktat di "cosa penseranno gli altri" in una società rigorosamente formale che impedisce di aprirsi nel profondo, di vuotare il sacco come fanno le nostre mamme napoletane, di raccontare incertezze, paure, preoccupazioni anche alla famiglia più stretta. Non solo "amici', si fa per dire, di poche ore, c'è chi in vista di un matrimonio prenota membri di famiglia in sostituzione della propria che non considera all'altezza (alzi la mano francamente chi non ha un parente di cui farebbe volentieri a meno) o clienti tipo quel pensionato settantenne che puntualmente una volta alla settimana vuole discutere in santa pace della sua passione per il vino e i suoi cari si sono stufati di ascoltarlo.
E poi parliamoci chiaro, una vera amicizia è impegnativa, richiede fedeltà, reciproca disponibilità, approfondimento umano mentre così è molto più easy, per l'orecchio affittato basta aprire il portafoglio senza nessuna implicazione emotiva o affettiva.
E poi parliamoci chiaro, una vera amicizia è impegnativa, richiede fedeltà, reciproca disponibilità, approfondimento umano mentre così è molto più easy, per l'orecchio affittato basta aprire il portafoglio senza nessuna implicazione emotiva o affettiva.
Non ho voglia di lanciarmi in seriose, sociologiche riflessioni, opto per un chi lo sa, forse per i giapponesi è una normale evoluzione dei tempi abituati come sono stati alla tradizione delle costosissime gheishe che studiano per anni canto, musica, danza e l'arte della conversazione per intrattenere gli ospiti. Nel frattempo mi lecco i baffi perché ho amici veri e oltretutto completamente gratis, forse devo ringraziare la mia buona stella che mi ha fatto nascere sulle sponde del Mediterraneo.
lunedì 7 settembre 2015
Carlo Levi: pitture e scritti
Il signor Poli (1928)-Filippo Turati (1929)-Nello Rosselli (1929)- Autoritratto (1928)-Autoritratto convalescente (1929)- Riccardo pigiama a righe rosso e verde (1929)
Alberto viso giallo (1931)- Mario Levi (1933)- Leone Ginzburg (1933)-Riccardo (1930)- Ritratto della madre (1932)- Giacomo Noventa (1933)
"Di solito non si fa fuoco, la sera, neppure nelle case dei ricchi, dove bastano gli avanzi del mattino, un po' di pane e formaggio, qualche oliva, e i soliti fichi secchi. Quanto ai poveri, essi mangiano pan solo, tutto l'anno, condito qualche volta con un pomodoro crudo spiaccicato con cura, o con un po' d'aglio e olio, o con un peperone spagnolo, di quelli che bruciano...".
Autoritratto (1935) - Confinato (1935)
"Questa fraternità passiva, questo patire insieme, questa rassegnata, solidale, secolare pazienza è il profondo sentimento comune dei contadini, legame non religioso, ma naturale...Essi vivono immersi in un mondo che si continua senza determinazioni, dove l'uomo non si distingue dal suo sole, dalla sua bestia, dalla sua malaria: dove non possono esistere la felicità, vagheggiata dai letterati paganeggianti, né la speranza...ma la cupa passività di una natura dolorosa. Ma in essi è vivo il senso umano di un comune destino, e di una comune accettazione".
Enrico Terracini (1940)- Il segretario italiano della Ligue des Droits (1940)
Giorgio Amendola (1966)
Raphael e Maria Teresa Alberti (1967)
Allende e Neruda (1973)
"....è arrivato ora un telegramma da Matera, che dispone la liberazione del confinato genovese....Tutti i confinati partirono l'indomani mattina. Io non mi affrettai. Mi dispiaceva partire, e trovai tutti i pretesti per trattenermi. Avevo i malati che non potevo lasciare d'un tratto, delle pitture da finire;...Ma già il treno mi portava lontano, attraverso le campagne matematiche di Romagna, verso i vigneti del Piemonte, e quel futuro misterioso di esilî, di guerre e di morti, che allora mi appariva appena, come una nuvola incerta nel cielo sterminato".
Firenze, dicembre 1943- luglio 1944
Le foto sono di Mario Carbone e tutti i dipinti fanno parte di un fondo di 157 opere di grafica e 81 disegni politici di Carlo Levi pervenuti al Centro Carlo Levi di Matera per donazione della Fondazione Levi di Roma. Il seicentesco Palazzo Lanfranchi, ex seminario, a un passo dalla terrazza che s'affaccia sul Sasso Caveoso, ospita oggi il Museo di Arte Medievale e Moderna con il Centro Carlo Levi.
In un saggio introduttivo di Jean- Paul Sartre ho trovato queste parole: " Medico dapprima, poi scrittore e artista per una sola identica ragione: l'immenso rispetto per la vita. E questo stesso rispetto è all'origine del suo impegno politico, così come alla sorgente della sua arte".
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