martedì 27 giugno 2017

Pantelleria: Esperanza

Impensabile essere a Pantelleria e non fare in barca tutto il giro dell'isola per mare, si perderebbe il senso del luogo, del magico incontro fra terra e mare, dei suoi contorni fra grotte, anfratti, spettacolari stratificazioni rocciose colorate come l'arcobaleno, cioè il nero dell'ossidiana (vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava), visto che, come Lanzarote nelle Canarie e Madeira, l'isola è di formazione vulcanica, il rosso del ferro, il giallo dello zolfo, il bianco della pietra pomice, anche lei roccia magmatica.
Se poi si fa la scelta giusta prendendo l'Esperanza che, quando le condizioni del mare lo permettono, parte tutte le mattine alle 10 in punto (ritorno alle 17) dal porto di Pantelleria proprio davanti al castello medievale di Barbacane che domina la cittadina e il porto, il gioco è fatto, giornata stupenda assicurata. Periplo completo, numerose soste per fare il bagno davanti alle cale e ai punti panoramici più belli, durante la navigazione acqua fresca e zibibbo a volontà accompagnati da un piatto di pasta squisito al pomodoro, basilico, mandorle e capperi,  più caffè finale, il tutto per complessivi 35 euro.
Ho parlato della scelta giusta perché come sempre sono le persone a fare la differenza e Francesco, il capitano dell'Esperanza e Federico, il suo aiutante, hanno brillato per gentilezza, simpatia e professionalità. Francesco, un giovanottone di 28 anni già sposato e papà di un bambino è il proprietario dell'imbarcazione, ha frequentato la scuola nautica diventando ufficiale. Nei mesi estivi scorazza la gente intorno alla sua isola, nei mesi invernali fa manutenzione della barca e guida panfili privati.
 Federico è di Monza, ma tre anni fa, per i casi della vita, ha mollato tutto e tutti ed è venuto a stabilirsi definitivamente sull'isola. Per la verità c'era molta atmosfera anche sulla barca Futura, fin troppa direi, un casino della Madonna con canti e musica a manetta quando ci siamo ritrovati attraccati nella stessa caletta. Due o tre canzoni cantate a squarciagola va bene, ma il troppo storpia sempre, più rispettoso e proficuo, secondo me, ascoltare la voce del vento e contemplare la bellezza dei luoghi, la stessa filosofia di Francesco che preferisce non stipare la sua barca e fare il giro in silenzio. (Francesco cellulare: 3297239534).

Ogni cala, grotta, scoglio, punta hanno un nome che puntualmente ci sono stati detti via via che ci passavamo davanti, mi perdonerete l'imprecisione ma non li ho citati perché non me li ricordo; non ho scritto nemmeno dell'albergo appartenuto un tempo a Gheddafi, della tenuta di Armani e di vari altri gossip dell'isola perché in fondo non mi sembrano interessanti, il lavoro di secoli e millenni della natura sulle rocce e l'opera dell'uomo sul territorio mi sono sembrati più degni di attenzione. Ritorno al porto e bellissima giornata, grazie!!!!! 





2 commenti:

  1. Come sempre fantastica, solo l ' essenza delle cose e una visione perfetta.. complimenti cara sara. Claudio

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  2. incredibile Claudio, il mondo è davvero piccolo e hai proprio ragione, Gianni e Ugo sono appena arrivati e sono già sparapanzati al sole. Baci torridi panteschi da sara

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