mercoledì 16 novembre 2016

le meravigliose biblioteche di Boston

Tre giorni in una città mai vista sono veramente pochi, ma sufficienti per farsi delle idee, trovare subito dei posti del cuore e perché no? lavorare di fantasia. Certo, almeno sui sogni non risparmio, cerco il meglio e se  dovessi vivere a Boston, non avrei dubbi, vorrei nel quartiere di Beacon Hill, il più bello, pittoresco e romantico, con le sue strade alberate e acciotolate, i vecchi lampioni a gas,  i bei palazzi sobri di stile federale dai mattoni rossi, In pieno centro eppure a parte, non sembra proprio di essere in America  ma piuttosto nella vecchia Europa, magari in un quartiere residenziale di Londra. Qui ha avuto consuetudine di abitare l'intellighenzia locale, nell'800 Beacon Hill è stata la sede di circoli letterari, case editrici e il cuore del movimento abolizionista, adesso ci vivono i politici che lavorano alla Massachusetts State House alla base della collina. 
 
L'ammirazione e lo stupore più grandi però li riservano i templi del sapere, vale a dire le università di Harward e il Mit di cui scriverò nel prossimo post e due biblioteche, la Boston Public Library e il John F. Kennedy Presidential Library & Museum.  Per quanto concerne la Boston Public Library, fondata nel 1852, al di là dei milioni di libri che vi sono conservati e delle collezioni di grande prestigio come la biblioteca personale di John Adams, secondo presidente degli Stati Uniti d'America, è l'edificio stesso di ispirazione rinascimentale italiana con le sue sale, i favolosi murales e il cortile interno ad incantare. 
Assolutamente splendidi i dipinti murali del pittore simbolista francese  Pierre Puvis de Chavannes: tutto intorno allo scalone di marmo le Muse che raffigurano la poesia, la filosofia, la storia e la scienza, secondo l'artista "le quattro maggiori forme di espressione della mente umana"; nel patrimonio artistico della biblioteca è altrettanto importante "Il Trionfo della Religione" di Singer Sargent nella galleria del terzo piano. Noto soprattutto per i suoi ritratti mondani, la commessa di questa opera (dipinta nello studio londinese del maestro e qui installata in più fasi fra il 1895 e il 1919) che espone i momenti topici di paganesimo, giudaismo e cristianesimo, rappresenta per l'artista allora trentaquattrenne (1890) l'occasione per dimostrare tutti i suoi talenti e consolidare la sua fama. Del 1972, interessante infine l'estensione moderna della Library su progetto del grande architetto statunitense Philippe Johnson.

Altra storia e altro genere la John F. Kennedy Library, ma imperdibile, sia per l'architettura che per i suoi contenuti!

 Uno straordinario edificio in marmo inaugurato nel 1979 su progetto di I. M. Pei, designato all'epoca dalla stessa Jacquelyne Kennedy, davanti alla baia di Boston che generosamente si fa ammirare attraverso le immense vetrate del padiglione centrale. Questa è una delle 13 bibloteche presidenziali degli U.S.A e la sola del New England. Oltre a milioni di pagine pubbliche e private del presidente Kennedy, la biblioteca comprende i documenti del fratello Robert e di altre persone associate al suo governo e alla storia del paese; presenti fotografie, registrazioni sonore, videocassette, film e un cospicuo numero di libri  e anche la collezione dei manoscritti di Ernest Hamingway
Che dire, nella biblioteca-museo sembra esserci tutto, ma davvero tutto degli anni brevi e intensi della vita di questo 35° Presidente degli Stati Uniti tanto amato, la storia con la s minuscola e quella con la maiuscola. Sfilano gli anni giovanili in famiglia, gli studi ad Harward, le campagne politiche, il suo discorso nel giorno del gran giuramento da presidente, gli incontri di stato, cene e feste alla Casa Bianca, gioielli e cimeli ricevuti in dono dai vari stati, i vestiti della moglie,  i momenti più difficili come lo sbarco nella Baia dei Porci e la crisi dei missili a Cuba, tutto abbondantemente documentato da foto- film- lettere- oggetti.

Ci sono persino le composizioni delle tavole ai gran galà, quello con il ministro francese della cultura André Malraux per esempio nel maggio del '62, presenze e concerti tenuti da musicisti del calibro di un Isaac Stern o di un Pablo Casals (di cui mostro la lettera di ringraziamento) e leggendo i nomi di tanti artisti, scrittori, poeti, intellettuali si rimane colpiti, a maggior ragione se paragonati alla situazione dei tempi attuali, dallo spazio riservato in quegli anni '60 alla cultura alla Casa Bianca.   

Un luogo bellissimo e molto molto interessante, mi sarebbe piaciuto poter dedicare più tempo alla visita e guardare con calma tutti i filmati storici dell'epoca. Comprensibilmente le insegnanti ci portano le scolaresche e fanno lezione di storia dal vivo, ai tempi miei purtroppo era molto più noioso, si studiava solo sui manuali.





      

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