martedì 14 dicembre 2010

usi e costumi

Copio spudoratamente un'idea del geniale Bruno Munari che ne aveva fatto un libro, si chiamava " Il Dizionario dei gesti italiani", se non vado errata e ne segnalo modestamente tre in voga fra la mia tribù in Israele, la grande ricchezza gestuale non è appannaggio esclusivo  degli italiani. Oggi è l'ultima lezione di conversazione con la mia prof. Lory,  preferisco bigiare, niente numeri impossibili da ricordare, nomi, verbi, aggettivi, espressioni idiomatiche astruse, fotografo le sue mani  e quell'alfabeto, diverso in ogni paese, che comunica sinteticamente senza parole.


questo gesto me lo fanno quando chiedo un'informazione per strada.
Qui non significa "ma cosa diavolo vuoi?"
Ma: "stai calmo", "abbi pazienza", "aspetta un momento e te lo dico"


"fra virgolette": noi lo diciamo solitamente a voce, qui sono pratici, meglio andare sul sicuro e lo fanno vedere con le mani per sottolineare una parola o un'idea





questo gesto non solo per allontanare una persona, "gira al largo", l'israeliano lo riferisce anche a una cosa, a una situazione, "lascia perdere", "non farlo".





Non mi sono documentata sul dito medio puntato verso l'alto, ma temo sia internazionale.

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