venerdì 22 novembre 2019

Napoli: Mergellina, Marechiaro e Posillipo

Oggi avevo in mente di continuare le mie note con chiese e musei, ma a Milano il cielo è grigio e diluvia per non parlare dell'acqua alta a Venezia e di tutta l'Italia sotto neve, pioggia e disastri climatici. Per scrollarsi di dosso la malinconia urge perciò un po' di sole partenopeo almeno nei ricordi e nelle foto, ecco perché scelgo di raccontare di quel giorno passato lungo il mare con gli  stupendi scorci panoramici fra Mergellina, Marechiaro e Posillipo. Tra l'altro vorrei proporre di cambiare l'antico detto "vedi Napoli e poi muori" con "vedi Napoli e risorgi". Prendiamo la linea due della metropolitana e scendiamo alla fermata di Mergellina; la prima sorpresa è la stazione tutta restaurata e lo splendido palazzo di fronte.
Accanto, in piazza Piedigrotta l'omonima parrocchia edificata sul sito di una cappella eretta dai pescatori di Mergellina. E' chiesa di epoca angioina, consacrata nel 1353 e proprio al periodo francese risale l'origine della tradizionale festa popolare celebrata l'8 settembre di ogni anno cui un tempo partecipava in corteo anche la famiglia reale. Sulla verdissima collina alle spalle della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta c'è il parco Vergiliano (da non confondersi col quello Virgiliano) con le sepolture di Virgilio e Leopardi. Avrei voluto andarci perché mi interessano le tombe, specie quelle dei grandi, ma il percorso era tutto in salita e ho rinunciato, sono sicura che i due sommi poeti riposano in pace anche senza i miei ossequi. Era il 4 novembre, la giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, i festeggiamenti si svolgevano sul lungomare Caracciolo alla presenza del presidente Mattarella.  Non abbiamo assistito alla parata militare, ma da Mergellina abbiamo visto le frecce tricolore volteggiare in cielo, un vero spettacolo.  
E dopo un buon caffé (a Napoli è sempre buono), fra pescatori che riparano le reti, viste mozzafiato, cabine di spiaggia bianche e blu e chi si cimenta a scivolare sull'acqua, ci facciamo tutta la passeggiata lungo mare fino a Marechiaro. Lungo il percorso di belle costruzioni se ne incontrano una pletora, ma si fanno particolarmente notare Villa Doria d'Angri e Palazzo Donn'Anna. Il primo si erge maestoso su uno sperone di tufo della collina di Posillipo. Viene costruito a metà '800 su commessa di un certo principe Marcantonio, ultimo esponente di spicco della nobile famiglia di origine genovese. Leggo che nel 1880  Villa Doria d'Angri ha ospitato per diversi mesi il compositore Richard Wagner che in questa sede ha completato il "Parsifal" e scritto il suo libro autobiografico "La mia vita". Dal 1998 l'edificio fa parte del patrimonio immobiliare dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope e ospita il Museo Navale cittadino. 
Il secondo si erge a picco direttamente sul mare, un'imponente costruzione seicentesca, esempio di barocco napoletano, mai terminata per via della morte prematura della sua committente, Donna Anna Carafa.  Secondo lo scrittore Raffaele La Capria autore del  mitico  romanzo "Ferito a morte", che ho avidamente letto in gioventù, si tratta di "una maestosa mole cadente e quasi in rovina, ma bellissima, al cospetto del mare". Il palazzo Donn'Anna ha conosciuto diversi proprietari e varie destinazioni d'uso, purtroppo non è visitabile perché è semplicemente un insieme di condomini di abitazioni private. Peccato, abbiamo tentato di convincere la portinaia ma senza successo, certo è che gli esterni fanno sognare. 
Ed eccoci al minuscolo borgo marinaro di Marechiaro, cuore partenopeo della dolce vita anni '60, dove quanto spunta la luna pure i pesci fanno l'amore, eccoci al suo porticciolo, a quella "fenestella"conosciuta in tutto il mondo per la celeberrima canzone " Quando spunta la luna a Marechiaro, anche i pesci fanno l'amore. Si rivoltano le onde del mare, per l'allegria cambiano colore. A Marechiaro c'è una finestra, la mia passione ci bussa. Un garofano odora in un vaso, sotto passa l'acqua e mormora. A Marechiaro  c'è una finestra...". In una sfida senza pari che durava fin dal mattino fra nuvole e sole, vince alla grande la nostra calda stella e ci ritroviamo a pranzare all'aperto in maniche corte proprio su quei tavoli della foto qui sotto; una felicità assoluta. 

Di ritorno a Mergellina l'ultima chicca del giorno è stata prendere la funicolare, la più giovane di quelle napoletane perché in esercizio dal 1931, realizzata per agevolare l'accessibilità ai quartieri che, a inizio secolo, andavano via via sorgendo sulla collina di Posillipo. La più antica risale al 1889 ed è quella che collega la stazione Vanvitelli della linea 1 della metropolitana con il quartiere Chiaia L'ho trovata ripidissima e certo non c'erano più le carrozze storiche in legno del passato perché negli anni '80 si erano resi necessari lavori di manutenzione, di ammodernamento e di messa in sicurezza, ma è stata un'ulteriore occasione per godere dall'alto della vista di splendide dimore e soprattutto della costa amalfitana di fronte tutta illuminata dall'ultimo sole del tramonto.






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