mercoledì 13 maggio 2015

nel mondo di re Giorgio

Non sono  una fashion addict e di moda non ne capisco proprio niente, ma questa non è una buona ragione per non andare a visitare il nuovissimo Armani/ Silos, così chiamato perché l' edificio ora riconvertito di 4500 metri costruito negli anni '50 era un deposito di cereali della multinazionale Nestlé e "ho scelto di chiamarlo "Silos" perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere" ha spiegato Armani "e così come il cibo, anche il vestire serve per vivere".
Nel Rinascimento dei nostri giorni i mecenati non sono più principi e sovrani, ma gli stilisti, gli ambasciatori a più zeri dell'italian style nel mondo, doveroso quindi visitare le "regge" che offrono alla città tanto più se queste sono state rivisitate da archistar del calibro di un Tadao Ando, architetto giapponese che per purezza ed essenzialità di volumi, colori e materiali ben si associa alla costruita sobrietà e al rigore stilistico di un Armani. Semplicemente favoloso il Water Temple, il tempio della più antica setta del buddhismo tantrico,  progettato da Tadao Ando sull'isola Awaji in Giappone  che ho avuto la fortuna di visitare http://www.saranathan.it/2012/11/il-tempio-dellacqua-e-kobe-by-night.html 
La prima riflessione che mi è venuta da fare è che la Fondazione Prada celebra l'arte contemporanea mentre Armani con il suo Silos celebra se stesso, ma in fondo ci sta, quarant'anni di duro lavoro e onorata carriera sempre in salita, successo e riconoscimenti planetari, creazioni che hanno vestito il gotha della bellezza femminile ma anche la donna tout court, abiti e accessori che sono opere d'arte anche loro, giustificano ampiamente questo sussulto di egotismo e poi Armani, special ambassador della moda per l'Expo, progetta in futuro di adibire lo spazio Silos per mostre di vario tipo, pittura, scultura, fotografia e altro ancora e sarà Milano a goderne. 

In mostra 600 abiti e 200 accessori che non seguono un preciso ordine cronologico, ma che vogliono dar conto dell'evoluzione del pensiero estetico dello stilista e i nomi delle varie sezioni espositive sono chiarificatrici in questa direzione: "Stars" come tutte le stelle del cinema che hanno scelto Armani, "Daywear" come la sua proposta che ha rivoluzionato l'abbigliamento quotidiano della donna, "Esotismi" come le sue invenzioni sartoriali che sembrano giungere da mondi lontani, "Cromatismi"per sottolineare gli incredibili giochi di colore, "Luce" dove tessuti e ricami diventano  trasparenze o addirittura iridescenze. 
Delle bambine guardano affascinate le icone del nostro tempo
Ad Armani/Silos anche una caffetteria e un ricchissimo archivio digitale

Armani/ Silos, come un vero tempio, è solenne e austero, celebra i 40 anni di attività di un grande della moda e ci fa forse riflettere su cosa mettiamo dentro questi incredibili immensi spazi, Santi e Madonne non vanno più tanto di moda. Posto esteticamente stupendo ma per starci poco, molto nero e luci elettriche, mi sono chiesta come fanno i giovani che ci lavorano dentro a passarci svariate ore al giorno, deve essere dura, molto dura. Uscendo sono stata contenta di ritrovare il sole e la stazione di Porta Genova lì accanto con le rotaie tappezzate di papaveri rossi.

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