mercoledì 28 maggio 2014

Nerja e Frigiliana: al mare e ai monti


Ciao Màlaga e direzione  Granada, ma facendo due soste prima, una a Nerja, una località sul mare a una cinquantina di chilometri a est di Màlaga e poi l'altra a Frigiliana, uno dei tanti "pueblos blancos" sparsi fra le montagne e le valli dell'Axarquìa tutte coltivate a ulivi, mandorle e vigne; di Frigiliana  la guida dice che è il villaggio più pittoresco della zona. La cosiddetta "costa del sol" lungo la statale non è la fine del mondo; incontriamo agglomerati urbani senza soluzione di continuità, ma anche spiagge deserte, tori di cartone sui cocuzzoli e antiche torri di avvistamento anche se ormai e per fortuna di pirati e flotte nemiche non c'è più traccia.
Davanti al mare e con la Sierra Almijara alle spalle, Nerja è un grazioso borgo sfuggito miracolosamente alla speculazione edilizia della costa circostante e malgrado negozi di souvenir e turisti a iosa ha un suo fascino di villaggio di mare. Camminiamo per le stradine pedonali dove comincio a notare i numerosi cartelli di case in vendita che ci accompagneranno per tutto il viaggio, effetto certo della crisi economica di questi anni che non ha risparmiato neanche la Spagna, e sul bellissimo Balcòn de Europa, un belvedere costruito sulle fondamenta di un'antica fortificazione, godiamo della vista del Mediterraneo a 360° gradi. Nerja pare sia stata resa celebre negli anni '80 da una fortunata serie televisiva che si chiamava "Verano Azul", estate azzurra. Non ne so nulla, non seguo le "telenovele" italiane, figuriamoci quelle spagnole.






Altra cosa è cominciare a inerpicarsi su per le montagne, luce intensa e ciuffi verdi tra rocce dure e aspre avvezze al sole e ai venti e siamo solo a maggio, chissà in piena estate! Frigiliana accoglie ecumenicamente tutti, una piazzola all'ingresso con tanto di croce, mezzaluna e stella di Davide. Sulle strette vie si affacciano le case bianchissime intonacate a calce piene di fiori colorati e come in tutti i piccoli villaggi del mondo mentre cammini fra i vicoli e il rumore dei passi risuona sul selciato, hai la sensazione che il tempo si sia fermato o che comunque non conti. 
Leggo che El Fuerte, la collina che sovrasta il villaggio, è stata teatro nel 1569 della sanguinosa sconfitta dei moriscos, ovvero i mussulmani costretti a convertirsi, che si ribellarono, preferendo in gran numero suicidarsi gettandosi dalla collina piuttosto che farsi uccidere o catturare dagli spagnoli.
A parte qualche turista, francesi seduti pigramente ai bar e tedeschi in pantaloncini e scarponi perché gambe in spalla esplorano i sentieri montani circostanti, di locali per le strade non se ne vedono. I ragazzi stanno giocando a pallone in un bellissimo campo sotto il cielo, le bambine camminano e litigano e i pensionati uomini, dentro al bar con le carte in mano. 
E le donne di Frigiliana dove sono? Persiane rigorosamente chiuse, tutte a casa naturalmente, i panni sono stati appena stesi ad asciugare al sole.







  

1 commento:

  1. Bella descrizione di luoghi meno turistici. E delizioso il ritratto delle due bambine che camminano una dietro l'altra: imbronciata e decisa quella davanti, pronta a scoppiare in lacrime quella che la segue, nel suo prendisole un po' clownesco.

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