giovedì 3 agosto 2017

Sacha Sosno e Oscar Niemeyer a Cap Ferrat

L'artista Sacha Sosno ho avuto occasione di conoscerlo personalmente diversi anni fa quando lavoravo a Nizza in galleria; era già conosciuto come una delle figure di punta della cosiddetta "Ecole de Nice", ma la vera consacrazione è giunta quando, nei primi anni del 2000, ha progettato la grande Tête Carrée che ospita la principale Biblioteca municipale cittadina. Impossibile non notarla anche per chi fa solo una breve sosta a Nizza perché si tratta di una scultura monumentale di 7 piani e 30 metri di altezza dove sono ubicati gli uffici amministrativi della biblioteca. Tre anni dopo la sua scomparsa, da aprile a settembre, Saint-Jean-Cap-Ferrat gli rende omaggio attraverso una passeggiata artistica "en plein air" costellata da 15 sue opere.
"Visuel Sosno" 2012 acciaio-"Au-delà des limites" 2012 acciaio- "Image Emergente" 2013 bronzo
L'esposizione si intitola "Cap Sosno" e la presentazione sottolinea che "... les sculptures se baladent en bordure de mer, vers le port puis vers la mer et l'horizon...C'est aussi, sortir des galeries, des musées pour investir les rues, les ports, les façades, les toits et les jardins...c'est la modification de votre paysage quotidien....", ma Cap Sosno vuole soprattutto essere "L'art de cacher pour mieux voir", l'arte di nascondere per vedere meglio, un invito a spaziare con lo sguardo più lontano perché oltre il vuoto dell'opera si affacciano i pieni della natura con il sole, il mare, gli alberi, le barche e chissà cos'altro ancora. ("Un saut vers un matin serein" 2006  acciaio")
"Fenêtre sur l'océan" 2003 acciaio  "Ne crois pas à la banalité des choses elles ont toutes un mystère"
"Grande Vénus bleue" 2012  resina  "L'homme qui marche" 2008 acciaio

Nei lavori di Sacha Sosno la parola "obliterazione" è una parola chiave; significa convalidare e nel contempo annullare, significa dimenticanza ma anche domanda e ricerca sullo spazio, un invito alla riflessione dell'oltre, del rapporto fra l'opera in sé e tutto ciò che le sta intorno, sinergia costante fra la materialità della creazione e gli elementi naturali, gioco sottile e talvolta misterioso fra pieni e  vuoti in continuo reciproco dialogo. ("Concertation" 2013 acciaio  "A ciel ouvert" 2012 resina)
al tramonto la spiaggia della Paloma a Cap Ferrat

La passeggiata David Niven da Beaulieu a Cap Ferrat e l'esposizione di sculture a cielo aperto di Sosno francamente potevano bastare come bottino giornaliero e invece no, mi è capitata una bella sorpresa di qualità. Per strada i novelli sposi, alias mio figlio Marco e Margherita, incontrano un amico che abita in un condominio concepito dal grande Oscar Niemeyer e che ci invita a prendere l'aperitivo a casa. Lavori di Niemeyer a Cap Ferrat? Non ne sapevo niente, ma scopro che poco prima della spiaggia della Paloma, sul marciapiede opposto, c'è  "le domaine de Saint Hospice". 
Una grande appezzamento di terreno acquistato dall'editore Giorgio Mondadori che nel '67 dà mandato a Niemeyer, da poco trasferitosi in Europa per sottolineare all'epoca la sua opposizione al regime militare brasiliano, di progettare due costruzioni per i due lotti in cui è stato diviso il terreno: nel primo, su un'area di 9000 metri quadrati la villa personale Mondadori chiamata non certo a caso Brasilia, nell'altro, quale speculazione  per  finanziare l'operazione, un complesso immobiliare di otto unità abitative a tre piani: garage seminterrato, sala e cucina al pianterreno e zona notte al primo piano. Ogni unità dispone di un proprio piccolo giardino con accesso al grande giardino comune che si sviluppa su tutta la lunghezza del fabbricato come del resto la piscina.  Essenziale, funzionale e semplicemente bellissimo!!!  (http://www.saranathan.it/search?q=palazzo+mondadori)


lunedì 31 luglio 2017

Pari, antiche terme e frammenti senesi

Come altri borghi medievali toscani visitati in quei giorni anche Pari è stupenda, sia da lontano che da vicino. Lungo la strada per arrivarci siamo passate dal fiume Merse, di fronte alle sue antiche sorgenti termali i bagnanti a mollo se la raccontavano tranquillamente.
  "La mia casa è dovunque io sto: in una piazza, un teatro, un caffè, una pianura....." Mi sono piaciute molto queste parole dello scrittore senese di fine '800 Federigo Tozzi trovate affisse sul muro di una vecchia casa di Pari, la saggezza di chi radici e storia personale se le porta sempre  appresso, ricordandoci implicitamente che la prima fonte di benessere dobbiamo trovarla dentro di noi. La vista della campagna circostante a 360 gradi è magnifica e il borgo è tutto restaurato e curatissimo; per gli antichi vicoli di pietra quiete e silenzio regnano sovrani. Ho comunque scoperto che nei due ultimi fine settimana di settembre ci sarà grande animazione in paese: si festeggia "la sagra della salsiccia". A quanto pare 'sti toscani non hanno problemi di colesterolo e "magnano" sempre, a Iesa c'era la sagra delle tagliatelle al cinghiale.
In programma poi qualche ora di relax alle antiche terme Querciolaia a Rapolano. Nel giardino all'ingresso ci accoglie una statua di Giuseppe Garibaldi, la ragione non la conosco ma ci sarà senz'altro, forse anche il nostro condottiero si è fatto fanghi e inalazioni da queste parti fra una spedizione e l'altra in giro per l'Italia. Le sorgenti termali saranno antichissime, non discuto, piscine ed edifici sono invece ultramoderni e non ne ho colto il fascino, forse perché mi ha contrariato il comportamento di una signora dalla pomposa cuffia a fiorellini blu che fregandosene completamente del prossimo, si è piazzata davanti a una bocchetta fumante e non si è più mossa: aborro le prepotenze.


Giunge l'ora del ritorno a Milano e ci ritroviamo in strada verso Siena che già da lontano sfoggia le sue torri. Vista 40 anni fa, me la ricordavo meravigliosa e tale è rimasta! -Eva, non so se hai fatto bene ad invitarmi nel tuo eremo toscano di Quarciglioni; prima non sapevo, non conoscevo, non ne sentivo particolare desiderio, ma adesso che mi hai fatto venire l'acquolina in bocca, credo ti toccherà ripetere l'invito, davvero stimolanti le infinite possibilità della regione, a cominciare da Siena che ho girato solo per qualche ora a volo d'uccello e me n'è rimasta la curiosità. Il nostro è stato solo un aperitivo, gradirei una scorpacciata vera e propria di tante bellezze.
Mamma che sballo, che atmosfera gioiosa in giro per la città, ogni dettaglio mi ha stupita, incuriosita, divertita, dagli scorci panoramici a piazze e stupendi palazzi, dai favolosi interni alle performance sul marciapiede degli artisti di strada, dal famoso caffè Nannini alle turiste che in piedi davanti al salumiere si fanno un ricco tagliere di pane, vinello, formaggi e affettati misti. E penso per esempio alla bellezza dell'ufficio postale dal sofisticato pavimento in marmo sul quale mi piacerebbe persino far la coda, all'austera  sede centrale del tanto discusso Monte dei Paschi di Siena, al duecentesco palazzo Chigi-Saracini rimaneggiato nel Rinascimento che ospita una raccolta privata d' arte e la prestigiosa Accademia Musicale Chigiana con tutto un programma concertistico nei mesi di luglio e agosto.

Scontatissimo poi parlare di Piazza del Campo e chiedo venia, è però davvero impossibile non sentirsi attratti come da una calamita da questo posto magico di rara bellezza e integrità archittettonica, teatro del Palio due volte all'anno di cui si ha documentazione fin dal XII° secolo. Come quei tre turisti, seduti in piazza al balcone del primo piano di un caffè, avrei voluto star lì seduta per ore a non far niente, guardare e basta. Eva, mi ci porterai ancora per favore?