venerdì 6 dicembre 2019

Napoli: Certosa San Martino e Castel Sant'Elmo


E finalmente una mattina di cielo blu, che non ci è mancato quasi mai,  siamo andate alla scoperta del Vomero, della Certosa di San Martino e di Castel Sant'Elmo che vedevamo sulla collina di fronte facendo colazione sulla terrazza del nostro B&B di piazza del Gesù Nuovo. Diverse le possibilità di arrivarci con i mezzi pubblici, noi abbiamo optato per la linea 1 del metro, uscita alla stazione Vanvitelli per proseguire a piedi lungo un percorso all'aperto di viale alberati e scale, occasione per apprezzare la collina residenziale  del Vomero. L'inizio della mattinata si presentava di buon auspicio, "Col vento in poppa per ogni rotta" stava scritto sotto il cornicione frontale di un magnifico palazzo a pochi passi dalla Certosa.
La Certosa di San Martino è una delle più importanti testimonianze dell'Ordine Certosino  nell'Italia meridionale. Viene fondata nel 1325 da Carlo, figlio di Roberto d'Angiò, nell'ambito delle manifestazioni profondamente religiose che caratterizzano il periodo della reggenza angioina a Napoli. L'ordine monastico dei certosini è fra i più rigorosi della chiesa cattolica e con la motivazione che serve contemplazione, silenzio e bellezza per pregare ed innalzarsi spiritualmente, è notorio che eremi e monasteri sono sempre magnifici e situati in posti magnifici.  Non fa certo eccezione il Monte di S. Erasmo, con la città ai suoi piedi e l'intero arco del golfo napoletano di fronte, isole e Vesuvio compresi, of course. 
La sobrietà e l'austerità dell'iniziale complesso gotico con la chiesa, un solo chiostro (lo spazio comune e il centro della vita di ogni monaco) e gli orti, secondo le regole dell'ordine, nel corso dei secoli e fino al '700 verrà stravolto dai successivi ampliamenti e rimaneggiamenti. Nel grande fervore dei seicenteschi fermenti controriformisti, monumentalità e grandiosità ornamentale sono le parole d'ordine della Chiesa e nella Certosa verranno invitati a lavorare artisti e maestranze di alto profilo da tutta l'Italia. A partire da fine '500  seguirà un nuovo disegno architettonico del complesso conventuale con la ristrutturazione del grande chiostro trecentesco, la costruzione di un secondo chiostro, quello dei Procuratori, l'ampliamento della chiesa con la costruzione di cappelle laterali e con il Coro, la Sala Capitolare, la Sagrestia e il Tesoro ai due lati. (Il Procuratore è il monaco che incaricato dai fratelli, assegna i vari lavori, coordina le attività, ha la responsabilità dell'amministrazione temporale della Certosa. Suo anche il dovere di tener lontani dalla casa comune i "rumori del mondo" per permettere ai monaci di tendere alla contemplazione nel totale isolamento).
Protagonista indiscusso del cantiere della Certosa, in quella prima metà del '600, è l'architetto scultore  bergamasco Cosimo Fanzago, artefice della nuova veste barocca del complesso. Assolutamente straordinari i mille dettagli dell'apparato ornamentale, le tarsie dei marmi policromi, la creazione del piccolo cimitero in un angolo del chiostro grande con i teschi in pietra sulla balaustra, il quarto del priore, ovvero l'appartamento della guida spirituale della confraternita, concepito per ispirare gioia e benessere, preziosi per il raccoglimento e per l'ospitalità ai visitatori. Leggo che fin dal '500 la Certosa diventa meta di studiosi ed eruditi nell'ambito dei viaggi di formazione del cosiddetto Grand Tour; con tanto splendore se ne intuisce la ragione.  
Il museo nazionale di San Martino è stato aperto al pubblico nel 1866, all'indomani dell'Unità d'Italia dopo che la Certosa, inclusa fra i beni ecclesiastici soppressi, è stata dichiarata monumento nazionale. Le esposizioni museali offrono varie testimonianze artistiche della vita partenopea e dei passati Regno di Napoli e delle Due Sicilie. Non mancano naturalmente i Presepi visto che a Napoli la Natività ha sempre rivestito grande importanza, non a caso famosissimi i maestri presepiali di San Gregorio Armeno. Oltre a un presepe gigantesco e alla miniatura di quello in un guscio d'uovo di un ignoto autore del 1800, semplicemente favolosa una Vergine Puerpera in legno decorata di rosso, unico pezzo rimasto di un presepe che risalirebbe al  1300. Non avevo mai visto la Madonna raffigurata distesa, un'iconografia di provenienza siriaca diffusa fin dal VI° secolo secondo la didascalia museale.
Da ultimo, dalla Sala delle Carrozze,  un simbolo importante per i napoletani  che l'hanno utilizzata nelle processioni più significative come quelle di Piedigrotta e del Corpus Domini, la carrozza degli Eletti di fine '600 per trasportare gli Eletti della città. Dalla sezione navale del museo invece mostro la lancia reale di Carlo di Borbone (prima metà del '700) e una coppia di ottocenteschi tronetti da battello ad uso esclusivo di natiche regali e reali (sic).
E dai "pieni", gloriosi in tutti i sensi, della Certosa di San Martino si passa ai limitrofi "vuoti" di Castel Sant'Elmo dove l'unico "pieno" è semmai rappresentato dalla bellezza del sito. Questa immensa struttura dalla pianta a stella era originariamente una piccola chiesa dedicata a Sant'Erasmo. Quasi 4 secoli più tardi, nel 1349, il re Roberto d'Angiò lo trasforma in un castello che poi il Viceré spagnolo Don Pedro de Toledo (come rappresentante di Carlo V d'Asburgo) due secoli più tardi provvederà a fortificare; già, da chiesa a fortezza. Sulla centrale piazza d'armi si svolgeva al tempo gran parte della vita del castello organizzato come una cittadella autosufficiente e sempre la piazza è stata teatro di importanti momenti storici come quando, nel 1799, vi si issa l'albero della libertà, con la proclamazione della breve Repubblica partenopea. La fortezza è stato utilizzata come prigione militare fino agli anni '70 e restituita all'uso pubblico nel 1980. Ora ospita una biblioteca, un auditorium e le opere di artisti napoletani del XX° secolo che hanno offerto delle loro installazioni alla città, ma soprattutto ci si va a passeggiare e ad ammirare lo strepitoso panorama.
Sergio Fermariello: "Guerrieri" 2008 acciaio marino 
La Certosa di San Martino e Castel Sant'Elmo fotografati da Castel dell'Ovo

1 commento: