sabato 4 novembre 2017

quel gioiello di Borghetto sul Mincio

Francamente mi sembrava l'anno scorso e invece no, sono già passati tre anni dall'ultima volta che sono andata in Valpolicella, a Negrar, da Carlo Alberto e Donatella e banalmente constato una volta ancora che il tempo scorre troppo veloce. Ritrovo la calda accoglienza di Donatella, ritrovo  il mio amato Oscar, quel robottino che taglia giorno per giorno con meticolosa puntualità l'erba del prato, ritrovo i cachi quasi maturi e le foglie delle vigne che ingialliscono e arrossiscono non per pudore ma perché ormai siamo in ottobre e la loro faticaccia per quest'anno l'hanno terminata.  All'appello manca Carlo Alberto, il padrone di casa, che se n'è andato per lidi lontani, eppure è sempre presente perché la compagna di una vita ne è divenuta fervente continuatrice e bisogna vedere come ne parla di Recioto e Amarone, quasi fossero dei figlioli, veri e propri piezz'e core. (http://www.saranathan.it/search?q=un+uomo+degno)
Io al raccolto non ho contribuito, voglio dire che non ho lavorato proprio per niente, però mi sono ritrovata  immeritatamente a spartire con un certo imbarazzo lo squisito desco che si usa fare con tutti i partecipanti a fine vendemmia. Forse, ha giocato a mio favore la protezione di certi bellissimi santi lignei dei paraggi presenti in un'edicola della Madonna. E dopo un pranzo succulento con abbondanti libagioni cui non ho partecipato con lo sconcerto degli astanti, l'amica Donatella mi porta a vedere, con una mezz'ora di macchina, un piccolo gioiello di cui avevo sentito parlare, ma  che non conoscevo, ovvero Borghetto sul Mincio. 
Ragazzi, una meraviglia!!!!!!! Panorami da cartolina postale, sembrava di essere in una favola dei fratelli Grimm, tetti aguzzi, casette sull'acqua, ponticelli, ochette e aironi, le ruote dei mulini che giravano. Purtroppo non è più tempo per me di cene a lume di candela e di viaggi di nozze, ma se mi dovesse capitare un improbabile rendez-vous romantico, lo vorrei  proprio lì. Borghetto sul Mincio sarà anche stato un tempo strategico punto militare di guado del fiume, ma ai nostri giorni è senza ombra di dubbio un prezioso angolo di poesia e non a caso Luchino Visconti, esteta notorio, ha pensato di girarvi alcune scene del suo film "Senso".
 Fra anse del fiume, canneti, florida vegetazione e il gorgoglio delle acque, la lunga storia passata del luogo si annuncia con il Ponte Visconteo, una diga fortificata fatta costruire nel 1393 da Gian Galeazzo Visconti a difesa dei suoi possedimenti. Il ponte era stato poi congiunto al sovrastante Castello Scaligero da due cortine merlate e integrato in un sistema fortificato che si snodava per più di 15 Km. nella pianura fra il lago di Garda, Verona e Mantova. Si parla di Ponte Visconteo e Castello Scaligero perché i Della Scala, Signori di Verona, erano stati prima dei Visconti, i proprietari del luogo e in qualche modo di tutto il lago di Garda, fino a che, a inizio '400, i veneziani sono diventati gli unici padroni del territorio. 
In lontananza si intravede quel che resta dell'antico castello scaligero a Valeggio sul Mincio;  Naturalmente spero  che Donatella mi porterà a visitare una prossima volta il castello e il Parco-giardino Sigurtà,fra i più belli d'Europa, pare, con la villa commissionata dal marchese Antonio Maffei dove oggi sono conservate le memorie storiche, letterarie e scientifiche della famiglia Sigurtà che hanno ospitato nella loro proprietà diversi premi Nobel, da Fleming scopritore della penicillina a Konrad Lorenz, l'iniziatore dell'etologia o Sabin che ricordiamo per il preziosissimo vaccino contro la poliomelite e per intanto ringrazio l'amica immortalandola sull'acqua con sacchetto pieno di tortellini di zucca comprati per la cena. 
A proposito di tortellini, Borghetto è una minuscola frazione di Valeggio e Valeggio  fa notoriamente i migliori tortellini e ravioli del mondo. Ravioli e tortellini li ho visti e pure mangiati, una squisitezza, di Valeggio ho dovuto invece accontentarmi della vista in lontananza e della bellissima piazza centrale, ma state certi, da quelle parti prima o poi ci ritorno.












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