domenica 20 agosto 2017

Francesco: a volte basta il nome

Vescovo di Roma, Sua Santità, Sommo Pontefice, Vicario di Gesù Cristo, Primate d’Italia, Pastore in terra della Chiesa Universale, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano.... titoli e appellativi non gli mancano di certo e sono pure sostanziosi, ma Lui, giovedì  17 agosto, invia un articolo al Corriere (“Chiedo perdono per i preti pedofili”) e preferisce firmarsi così, Francesco. Neanche Francesco Bergoglio, in fondo il cognome non si nega a nessuno, Francesco e basta.

Non è la prima volta, anche al telefono pare faccia lo stesso, dice semplicemente il suo nome.
Se lo può permettere, di Franceschi in giro per l’Italia e per il mondo ce ne sono una caterva, senza andare lontano anch’io ho un figlio che si chiama così, ma di quel Francesco lì ce n’è uno solo,  unico e inconfondibile. 

Lui lo sa e da straordinario comunicatore al passo coi tempi ne approfitta facendo centro. É una scelta precisa dell'uomo e della sua missione,  una scelta azzeccata che fa centro nei nostri cuori. Non se la tira, verrebbe da dire, eppure stiamo parlando del Papa. Lo sentiamo vicino, uno di noi che parla con noi, autenticamente umano come il Dhalai Lama quando ride o sbadiglia. 

Non entro nel merito dello spinosissimo argomento dell’articolo, la tragedia immonda dei preti pedofili che finalmente, dopo vergognosi silenzi, la Chiesa affronta con chiarezza e verità. Mi sono soffermata su quel Francesco e basta che invita a riflettere. Vuoi l’arroganza di certi potenti, vuoi quel buonismo becero che fa sempre più fatica a chiamare persone e cose con il loro nome perché il tasso di malinteso rispetto è alle stelle, ma  leggere  Francesco e basta, nel bailamme generale,  mi piace tanto.     

1 commento:

  1. Francesco è un "grande", mi dichiaro sua ammiratrice...
    f.

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