venerdì 2 ottobre 2015

aeroporto di Mérignac all'orizzonte


Tramonta la stella di Parigi e si profila all'orizzonte l'aeroporto di Mérignac. Intendiamoci bene, "Paris c'est toujours Paris" dove il sole non tramonta mai come diceva Carlo V parlando del suo impero, ma è la mia storia personale a cambiare. Eh già, quel mio solito figliolo ecologista-terzomondista-saccopelista con il fuoco sotto il sedere che negli ultimi anni ho inseguito in capo al mondo, dall'Honduras al Gabon,  non era soddisfatto del suo lavoro parigino al Ministero degli Affari Esteri e ha chiesto, tanto per cambiare, una nuova sede e un altro giro di giostra.  Ho rischiato che scegliesse Madagascar, Guiana Francese o Tunisia, non so se mi spiego, ma per fortuna, visto che ormai è diventato papà, è addivenuto a più miti lidi e consigli, finendo a lavorare dal primo di settembre in quel di Bordeaux.
Da una parte mi dispiace, non avrò più la scusa, vedi voce nipotino, di tornare ogni due mesi nella ville lumière, che amo tantissimo, a vedermi l'ultima mostra o un nuovo quartiere; dall'altra sono contenta  perché conosco poco Bordeaux e dintorni, il cosiddetto sud-ouest che adesso è quanto mai in auge, pare che l'antica "Burdigala", con il suo centro storico Patrimonio dell'Umanità Unesco dal 2007, sia in testa alle graduatorie francesi  fra le città più amate e per la qualità della vita. Finite le 8 ore di treno Milano-Parigi gare du Nord attraversando le Alpi innevate,  è iniziata l'era Easyjet, volo diretto di un'ora e 20 minuti Malpensa-Bordeaux aeroporto di Mérignac, 120 euro fra andata e ritorno e anche di meno se si prenota in anticipo.




La prima andata, giovedì scorso, non è iniziata sotto i migliori auspici, con la carta di imbarco già vidimata, fatto check-in e tutti in coda in procinto di partire, si annuncia all'ultimo momento un guasto tecnico, morale della favola aspettando un aereo da Londra siamo partiti alle 9 di sera invece che alle previste 15.55. Se si pensa che ero alla Malpensa dalle 14, si è trattato di 7 ore "inutili". In realtà non sono state inutili e non me ne sono accorta, sono volate perché  l'attesa si è trasformata in un simpaticissimo happening: Lucia e Sara, due amiche che abitano a Magenta con i rispettivi mariti e che hanno  preso l'abitudine di farsi un fine settimana al mese alla scoperta di nuove città, Claudia, giovane milanese in carriera in visita dalla cugina e Mareva, redattrice-traduttrice di Bordeaux che vive a Genova e che andava a trovare i genitori a casa. Persone totalmente sconosciute pochi attimi prima che si ritrovano per alcune ore a chiacchierare, mangiare insieme, darsi del tu, raccontarsi vita, morte e miracoli come se si conoscessero da sempre. Bellissimo, queste sono le sorprese dei viaggi che mi entusiasmano.







Altra sorpresa di questo mio primo viaggio a Bordeaux, l'appartamento della famigliola inondato di sole e di luce. Altro che i 32 metri quadri parigini di un tempo, qui ce ne sono ben 95, praticamente una piazza d'armi e fa niente se l'appartamento si trova al terzo e ultimo piano senza ascensore, già solo la tromba delle scale del palazzo del XVIII° secolo ( come tutti quelli intorno) è una vera bellezza. Dietro all'androne passeggino di Noam e la bicicletta che la città mette gratuitamente a disposizione degli abitanti. Siamo in pieno centro città, nientepopodimeno che in Place du Parlement che non è mai stata sede del parlamento, una piazza creata nel 1760 chiamata prima Place du Marché Royal e poi Place de la Liberté all'epoca della rivoluzione francese. Francesco dice che Bordeaux non è come Parigi, qui gli affitti sono molto più bassi e tutti gli appartamenti sono grandi, penso per la verità che invecchiando il mio ragazzo si stia un poco imborghesendo però è meglio essere prudenti e non gliel'ho detto, sperando che non legga questo post.
Area pedonale, cuore della movida cittadina e del circuito turistico, il luogo non è certo consigliato come zona residenziale per gli amanti del verde e della quiete; come tutto il centro storico Place du Parlement è una piazza "minerale" dove sono le vecchie pietre a farla da padrone in compagnia di ristoranti gremiti a tutte le ore, frotte di turisti, musicanti di strada, però ai miei ragazzi piace il casino e a me pure, ti affacci alla finestra e lo spettacolo è assicurato senza bisogno di televisione o giradischi. Fornitissima poi e culturalmente molto attiva la storica libreria di fronte a casa "La Machine à Lire".

Cinquanta metri a piedi da Place du Parlement e sei sulla spettacolare Place de la Bourse con lo specchio d'acqua. dove Noam come tutti gli altri bambini si diverte a giocare e soprattutto incontri la Garonna che sorta nei Pirenei e dopo aver attraversato Spagna e Francia termina il suo corso vicino a Bordeaux, nell'estuario della Gironda. Il lungofiume è stato completamente ristrutturato, vento, giardini, fiori e panchine a volontà. Quello che era un tempo un attivissimo porto fluviale, il collegamento più corto fra il Mediterraneo e l'oceano Atlantico, si è trasformato in sosta in pieno centro città per crociere di lusso, non ho visto neanche l'ombra di un peschereccio mercantile. Queste note per quanta riguarda dei frammenti di mia storia personale, per chi vuole saperne e vederne di più di Bordeaux e dintorni, consiglio di aspettare i miei prossimi post.

  










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