sabato 26 ottobre 2013

via Brera 15


Alzi la mano chi abita a Milano e non è passato migliaia di volte davanti a Palazzo Cusani   in via Brera al 15, proprio di fronte alla Pinacoteca. E' un luogo abitualmente off limits per il pubblico, sede dell'esercito e della Nato, come indicano ingresso e targa in via del Carmine.  

Grazie alla Fondazione Nicola Trussardi, dal 22 ottobre e fino al 24 novembre Palazzo Cusani è ora gratuitamente accessibile al pubblico, occasione da cogliere al volo per conoscere una chicca della nostra Milano nascosta.  Il pretesto è "Fault Lines" la prima grande mostra personale in un'istituzione italiana  della coppia di artisti americani Allora & Calzadilla che lavora insieme dal 1995 e che, secondo la presentazione del prospetto informativo, rappresenta una delle voci più impegnate del panorama artistico internazionale.

Testa di Fanciulla di Charpentier
Con l'arte contemporanea ho qualche difficoltà, ho già avuto modo di scriverlo, ne so pochissimo e ne capisco ancora meno, perciò il nome della coppia mi giunge nuovo, ma leggo che i loro video, le loro installazioni, sculture e performance sono stati al centro di importanti mostre nei musei più prestigiosi del mondo e che alla Biennale di Venezia Allora & Calzadilla nel 2011 hanno rappresentato gli Stati Uniti. Questa mostra, concepita espressamente per Palazzo Cusani, presenta una cospicua selezione dei lavori recenti dei due artisti. In effetti, in ogni magnifica sala del Palazzo, accanto a dipinti ottocenteschi dell'Accademia di Brera, c'erano quadri, sculture, video della coppia americana e soprattutto delle performance da loro ideate.

Performance e video in particolare risultavano arcani all'occhio ignaro, ma l'enigma si scioglie con le spiegazioni del giovane personale molto disponibile e con la lettura dell'esauriente prospetto. Mi ha particolarmente colpito l'opera del 2008 Stop, Repair, Prepare: Variations of "Ode to Joy" for a Prepared Piano. Non è che capita tutti i giorni di vedere suonare in un maestoso salone delle feste, che non a caso si chiama Radetzky e il generale ha avuto qui ai tempi il suo quartier generale, l'Inno alla Gioia di Beethoven da un pianista sistemato all'interno di un pianoforte a coda che strimpella da dietro la tastiera e se ne va in giro per la sala.


Un ultimo sguardo al cortile di Palazzo Cusani, scambio di ipotesi, impressioni e perplessità con l'amica Vittoria sui mezzi d'espressione dell'arte contemporanea e passeggiata meno impegnativa nella bellissima via Ciovasso, una delle mie preferite della vecchia Milano di Brera. Cortili interni insospettati, negozi coloratissimi, cappelli, pelli di coccodrillo e certi mobili moderni che forse sono arte anche loro. 

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