mercoledì 17 aprile 2013

dal west a botta calda

Sul tachimetro della Dodge rossa confortevole per sette persone affittata per il nostro itinerario, ieri quando l'abbiamo restituita all'aeroporto, c'era scritto 3300 miglia, ovvero 5280 chilometri; miglia macinate attraverso la California, il Nevada, l'Arizona, lo Utah, il Colorado, il Nuovo Messico e di nuovo il Colorado.

D'accordo che l'America è  immensa e di stati ne ha 50, ma già sei non è niente male anche se percorsi a volo d'uccello, giusto un primo aperitivo perché la voglia di tornare nella great America e vedere ancora è tanta. San Francisco, Bakersfield, Las Vegas, Sedona, Phoenix, Moab, Cortez, Durango, Santa Fe, Denver: incontrate on the road metropoli complesse e ricche di fascino ma anche costruzioni isolate in mezzo al nulla come nei bellissimi quadri di Hopper e paesi anonimi dagli stradoni pieni solo d'insegne di hot dog e benzina e desolatamente senza anima che puntualmente l'amica Rita stigmatizzava con un "vai un po' a vivere lì...".

La straordinaria scogliera a picco sull'oceano di Big Sur, deserti, altipiani, canyon, pianure, foreste,  in un tale variare di paesaggi che la strada è stata la vera protagonista e le ore passate in macchina non sono pesate neanche un po' e Yosemite Park, la Death Valley, la Monument Valley, le sequoie giganti, il Grand Canyon, la Monument Valley, il Canyon de Chelly, l'Arches National Park, la Mesa Verde, le Rocky Mountains non rappresentano solo un elenco di luoghi visitati, ma esperienze straordinarie ogni volta diverse che non possono non suscitare stupore e meraviglia.


 Siamo arrivati a San Francisco e subito all'aeroporto abbiamo goduto di un bellissimo tramonto, siamo ripartiti da Denver sotto una tempesta di neve quando a Milano faceva capolino la primavera, ma a farci da guida fino all'ultimo istante  con abbracci e saluti pieni di commosse lacrime Jerry e Cheryl sulla loro Toyota Prins sempre davanti a noi sulle infinite strade del loro magnifico paese. Jere e Cheryl, i generosissimi amici americani nonché guide superlative, di cui strada facendo racconterò tante cose.

Adesso sono "fusa" dalla nove ore di differenza di fuso e da tutto ciò che ho visto, ma è andato tutto bene, mio fratello è persino diventato un agnello da latte, non abbiamo mai litigato, si vede che nel frattempo è invecchiato anche lui e poi anche se non manifesta il suo entusiasmo come me credo che fosse proprio contento. Inizierò per benino e il prossimo post sarà per San Francisco, perla del golden State, la California.    

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