venerdì 28 ottobre 2011

l'insalata russa

Ieri come al solito nuotavo e pensavo, è arrancando fra il crawl e il dorso che talvolta mi vengono le idee. Il nuoto è l'unico sport che pratico da sempre, guai senza l'acqua, ma fare tutte quelle vasche in solitario su e giù a testa vuota è noioso, allora ti spremi le meningi, ti scegli un soggetto di riflessione e il tempo passa. Ieri era giorno di bilanci, ogni tanto ci vuole, e mi sono messa a scorrere mentalmente titoli ed argomenti del mio blog, iniziato qualche anno fa giusto per condividere impressioni ed emozioni di viaggio con gli amici e poi strada facendo divenuto lui un amico vero. Che casino! mi sono detta, un vero pot pourri, dentro c'è di tutto, racconti di viaggio, ricordi familiari, riflessioni a ruota libera, barzellette, articoli di giornale, lettere d'amore ai figli, musei e quadri, ricette di cucina, da ultimo persino i ballerini di tango. Ma dov'è la coerenza? il filo conduttore? In epoca di specializzazioni, tutti sembrano essere divenuti esperti in qualche cosa, si caratterizzano per una competenza, io invece saltabecco di qua e di là senza approfondire nulla, senza tenere la rotta come dicono i marinai. Indice di confusione mentale? Incapacità di centrare un vero obbiettivo o un polo d'interesse? Superficialità diffusa?  Forse, ma c'è dell'altro, ovvero l'insalata russa; eccolo il mio filo conduttore, ho pensato, è l'insalata russa,  eufemismo prosaico e gastronomico per parlare della vita. Non si chiama forse così perché nella ricetta ci sono un sacco di ingredienti? E' colpa mia se ogni istante cambia? se l'effimero è all'ordine del giorno? se "nel cammin di nostra vita" succede di tutto? se orientarsi è un vero rebus? se il magma vitale è misterioso e inafferrabile? se nello stesso telegiornale ti fanno vedere le immagini  del dittatore libico vergognosamente linciato e poi ti informano che gli italiani non vogliono più mungere le mucche e  adesso per il latte sulle nostre tavole arrivano i sikh dall'India? se Rigoletto non aveva tutti i torti quando gorgheggiava di quella piuma al vento? Konrad Lorenz sosteneva che alla lunga cane e padrone finiscono per assomigliarsi; aveva ragione, mi è successo col mio bastardino Tom, indisciplinato e curioso di annusare di tutto come la sottoscritta, succede ora anche con il blog, diario virtuale di umori altilenanti, contraddizioni, dubbi, stupori, curiosità varie, piacere di scrivere e di condividere. Citazioni, aforismi, frasi celebri, dotte disquisizioni, in considerazioni sulla vita scrittori pensatori filosofi saggi hanno consumato migliaia di fogli bianchi, certo non mi cimento, ma amo chi come Buzzati per esempio sembra guardare dal buco della serratura frammenti infinitesimali di realtà, la lente di ingrandimento su un dettaglio, una bizzarreria, un piccolo mistero che la dicono più lunga di interi volumoni. Tra una bracciata e l'altra  mi è  venuta in mente l'insalata russa, forse avevo fame.

5 commenti:

  1. Franca Villani28 ottobre 2011 18:28

    La coerenza e/o il filo conduttore sono forse la conditio sine qua non di questo blog? Non lo credo! Esso è ciò che tu sei, con le tue curiosità e il tuo svariare intelligente tra la cronaca, i mercatini e i musei, con le tue sottilissime riflessioni meritevoli di approfondimento ben mimetizzate qua e là, con temi impegnati e considerazioni di prim’ordine introdotti con tocco leggero, quasi senza voler dare troppo nell’occhio, con tutto ciò che marca la tua vita di persona notevole ed eclettica… che ama le insalate…

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  2. grazie Franca per queste belle parole, però lo sai che non sono una silfide, vuoi forse farmi ingrassare di altri 5 chili?

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  3. Quello di ieri mi era venuto di getto ed era sicuramente un commento più carino, che ovviamente non so riprodurre.Comunque non trovo nemmeno io che il criterio comunicativo(wow) di un blog debba essere la coerenza o un filo conduttore. questo blog è il tuo sguardo sulla vita, persone, cose, luoghi, e la vita non ha un filo conduttore, E' il filo conduttore.
    continuo a pensare che in testi di queato genere, riflessioni spontanee di carattere vario, dai il tuo meglio. E personalmente adoro l'insalata russa.
    gabri

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  4. Cara Sara,
    quelli che leggono il tuo blog devono apprezzarti come persona e quindi amare il tuo modo di essere, amare l'insalata russa.
    Ti abbraccio,
    Gaia

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  5. Cito le parole del compianto Luigi Meneghello, grande scrittore, professore all'università di Reading e mio amatissimo tutor: a una conferenza accademica esortava gli studenti a "specialise recklessly" e diceva, tra sé e sé "Io, neanche morto"...

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