venerdì 27 giugno 2014

21 giugno: la musica fa miracoli

Certo sbagliando, ma non mi sono mai particolarmente interessata di politica ragion per cui non sono assolutamente in grado di esprimere valutazioni sull'operato complessivo di Jack Lang per ben dieci anni ministro della cultura negli anni '80 della presidenza Mitterand. Immagino che come sempre luci ed ombre, allori e critiche, sostenitori e detrattori, ma una cosa è certa, periodo di grande impulso alla Cultura e sua spettacolarizzazione e soprattutto due idee geniali: le Giornate del Patrimonio e la Festa della Musica. Ho goduto in passato delle giornate del patrimonio, ricordo per esempio grande emozione alla visita dell'emiciclo del Collège de France, questa volta è toccato alla musica. Lo scorso 21 giugno ero a Parigi e circolava una rivista di non so quante pagine con tutte le iniziative in giro per la città. Straordinaria, assolutamente straordinaria, la gamma di offerte musicali e certe in luoghi bellissimi.

Come sempre artisti di strada per i quali nutro grande rispetto e simpatia e che non hanno certo bisogno dell'occasione del 21 giugno per le loro performance visto che devono mangiare tutto l'anno e poi la scelta di gironzolare a piedi nel quartiere. Spingendo fieramente da nonna il passeggino in una splendida giornata di sole, prima tappa al parco del Luxembourg dove fra fiori e pensionati che facevano Tai Chi c'erano musica e danze del tempo che fu.
 Signore in costumi d'epoca, uomini in frac e marsina, sotto il chiosco polche, quadriglie e mazurche, un maître de ballet spiegava i passi delle varie danze che hanno caratterizzato quell'epoca felice che è stata la "belle époque", l'ultima spensierata scintilla prima di due terribili guerre mondiali; sembrava di essere in diretta dentro il quadro "Le déjeuner sur l'herbe" di Manet. I partecipanti avevano l'aria di divertirsi un sacco. Fanno tutti parte dell'Associazione "Carnet de bals" che da più di 20 anni ha l'obbiettivo di perpetuare il ricordo dei grandi balli del XIX° secolo organizzando in castelli o sale prestigiose di Parigi e dintorni serate a tema con costumi e musiche d'epoca.
E il miracolo? Dov'è il miracolo della musica cui accennavo nel titolo di questo post? Eccolo qui: seduta in carrozzella nel suo bel vestito charleston, inaspettatamente la signora si alza, si toglie le scarpe normali, si mette quelle da ballo e si lancia ondeggiando nella mischia; il tempo effimero di un valzer, poi tornerà in carrozzella. Ero talmente sorpresa che non sono riuscita a immortalarla "in azione".   
Seconda tappa musicale di tutt'altro genere. Sempre al parco del Luxembourg delle affascinanti studentesse della facoltà di architettura danno fiato a trombe e tromboni a ritmo indiavolato. Tutte vestite uguali in sgargianti fiori, fasce e fiocchi nei capelli, occhiali rosa a forma di cuore e grande invidia da parte mia: beata gioventù!!!
Musica colta invece a Saint Germain de Prés nello splendido "frigidarium" delle Terme gallo-romane di Cluny. Qui siamo in pieno medio evo, in programma "Trobar et Joglar" poesie e musiche interpretate da giullari e trovatori.  Seduto per terra in mezzo al pubblico, comprensibilmente a Noam non gliene frega niente di menestrelli lontani dal suo raggio visivo immediato e seduce con grandi sorrisi una signora accanto che si mette a giocare con lui.
Altra sosta al Collegio Irlandese del XVIII° secolo: qui naturalmente musica celtica, ma c'era un gran casino e decibel altissimi. Non andava bene né per le orecchie di Noam né per le nostre e siamo scappati a gambe levate. In rue de Buci,  dove passo sempre perché c'è uno strepitoso negozio di fiori e gli ottimi panini della catena di panetterie  Paul , il fortunato incontro con un simpaticissimo personaggio oltremodo "colorito". Ci racconta che i suoi due pappagalli sono i suoi più grandi amici e se li porta a spasso tutti i giorni con le gabbiette aperte che lui stesso ha costruito per loro. Il suo esemplare grigio del Gabon è particolarmente ghiotto di patatine fritte.

Aperto al pubblico per l'occasione, ultima sosta musicale nel giardino dell'ex Grande Ecole  Polytecnique: si esibiscono vari gruppi di studenti con strumenti a fiato o a percussione. E' piacevole ascoltarli sdraiati sul prato. Che ricca giornata, sono proprio contenta, guardo in su e cosa ti vedo davanti agli occhi? " Pour la Patrie, les Sciences et la Gloire". Per la Patria, le Scienze e la Gloria, accipicchia del Perù, va bene che il Polytechnique è una scuola militare, ma senza ombra di dubbio qui siamo in piena GRANDEUR francese.

1 commento:

  1. Che entusiasmo! La Francia batte l'Italia sempre e comunque in tutte le manifestazioni, gli spettacoli, i festival e le mostre, tutto magnificamente organizzato e rigorosamente gratis. Stendiamo un velo pietoso sui musei e luoghi di cultura italiani. Un verminaio.
    Mi piace l'idea del revival di balli ottocenteschi in costume. Più che "Le déjeuner sur l'herbe" con le sue modelle in costumi adamitici, le fotografie mi riportano alla mente i giovani spensierati del "Moulin de la Galette" di Renoir, anche se gli uomini non portano la paglietta.
    Complimenti sempre per la vivacità delle descrizioni e delle immagini.

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