martedì 30 luglio 2013

toc toc, se ci sei, batti un colpo per favore

Eppure non è difficile.....In fondo ad ogni post c'è una busta , basta cliccare sopra e si apre la possibilità di scrivere qualcosa, un'impressione, un'esperienza vissuta nello stesso luogo, un'opinione da condividere, un parere da cui dissentire, una forma di scambio insomma. Vado regolarmente a guardare sul mio blog e inesorabilmente, soprattutto negli ultimi tempi, trovo sempre NESSUN COMMENTO. Ma quanto vado scrivendo non suscita proprio niente? Mi dispiace, mi manca, un riscontro umano e diretto è importante, ti da il mordente per continuare. Chi scrive libri certo non se l'aspetta un commento, è il numero delle copie vendute che dà il termometro del gradimento e per la verità anche dei grafici del blog permettono il computo dei lettori che lo seguono e da quali paesi, ma un blog è un'altra cosa, una comunicazione diretta, una pennellata informale che scorre veloce sulla rete, qualche parola di scambio darebbe calore, la renderebbe meno anonima. Forse non si usa sollecitare il lettore, che lo si lasci libero di leggere o meno in santa pace, ma da faccia tosta qual sono non mi rassegno e tento lo stesso: lettore, se ci sei, per favore ogni tanto batti un colpo!

domenica 28 luglio 2013

Ischia: giardini di passione

Come si fa a dire che i Giardini della Mortella nei dintorni di Forio non sono bellissimi? Figuriamoci, li ha progettati a partire dal 1956 l'inglese Russel Page, con il brasiliano Burle Marx fra i più prestigiosi paesaggisti al mondo e poi anche il  contesto geografico conta e loro si trovano a Ischia, in un angolo di paradiso nostrano. Di bei giardini ho avuto la fortuna di visitarne tanti, alcune volte ne ho anche scritto nel blog, le serre vicino a Philadelfia per esempio, a Cuba, a Merano, alle Canarie, a Yalta, in Bulgaria sulle rive del Mar Nero, in Giappone, ma certi hanno un carattere speciale perché oltre a distese verdi e fiorite esprimono un'anima e questa è fatta della passione di chi li ha sognati e creati.

Così più che dei giardini della Mortella è della loro padrona, fiore umano prezioso, che mi sono innamorata; è lei che guardando foto e filmati mi è sembrata una persona assolutamente straordinaria, lei, lady Susana Walton.

D'accordo il grande architetto del verde Russel Page, ma è Susana che ha vegliato alla realizzazione del progetto, alla scelta delle piante, con una cura e  passione costanti che sono durate 50 anni. Il fascino dei  Giardini della Mortella non risiede nella specie rara di una ninfea o di un'orchidea, ma nella storia d' amore di cui sono fatti, e lo si percepisce; amore per quel famoso musicista inglese William Walton che conosciutala occasionalmente all'ambasciata di Buenos Aires se n'è innamorato e se l'è sposata in un battibaleno portandola dall'Argentina natale a Ischia, amore per il bello, natura e cultura (concerti e eventi culturali nella Fondazione dedicata al musicista), amore per quel lembo di terra su una gola vulcanica dell'isola del sud Italia che lei ha saputo trasformare in un pezzetto di sogno.

Anche ora che non c'è più, alla Mortella Lady Susana la si sente presente ovunque, ma è un peccato non averla conosciuta. Se fossi venuta nel suo regno prima del 2010, anno in cui se n'è andata, l'avrei senz'altro incontrata fra fiori e piante, fra viali, sentieri e scale, fra terrazze che regalano splendide vedute della baia di Forio.


L'avrei incontrata a raccontare e mostrare "il suo giardino" come è successo a tanti visitatori del passato, lei, argentina tutta "fuego" e pepe con il suo infaticabile entusiasmo, con la sua competenza botanica, con la sua passione per il verde e evidentemente per la vita. Nella residenza della coppia, ora sede della Fondazione, testimonianze e foto di una vita ricca e brillante fra concerti, spettacoli, bozzetti di costumi di scena legati alla carriera artistica di Walton e soprattutto le vivacissime espressioni del volto di Susana che esprimono  una straordinaria energia vitale, che lasciano intuire una donna d'eccezione.
Un'altra storia di passione ischitana a Forio è quella dei Giardini Ravino, dimora privilegiata di Cactacee e Succulente, sulla strada statale 270, poco prima dello svincolo per Citara.
Quella mattina di giugno però mi è andata di lusso perché ho avuto la fortuna di conoscerne il deus ex machina. Il Capitano Giuseppe D'Ambra è molto simpatico e non ha certo problemi di timidezza perché si è seduto semplicemente accanto a me mentre pranzavo al Lounge Café dei Giardini e ha cominciato a raccontare della sua vita da marinaio sempre in giro per il mondo e della sua passione naturalistica.

Come tantissimi isolani  per guadagnarsi la pagnotta lui solcava i mari di paesi lontani, sognava e raccoglieva semi,  tanti semi e talee, ben tremila specie, scoprendo tra l'altro che queste sue raccolte potevano restare in letargo anche per 5-6 anni e nel frattempo offriva stecche di Pall Mall ai funzionari doganali per passare i controlli

Il suo sogno si è concretizzato, ha potuto comprare un vigneto obsoleto dove vivevano otto preti che apparteneva alla Chiesa e fra il 2001 e il 2005 si è fatta la bonifica del terreno, ha tirato fuori i suoi semi esotici coltivati nei vasi e ha iniziato a piantificare in terra. Certo è stato aiutato da un esperto paesaggista nella concezione dei vari spazi, ma è lui in prima persona in stretta collaborazione con la sua famiglia, ad essersi rimboccato le maniche e a curare passo dopo passo crescita e sviluppo della sua "creatura".



Non avevo mai visto cactacee forate e il Capitano D'Ambra mi spiega che è una sua invenzione per proteggerle dal vento che d'inverno soffia forte e rischia di spezzarle.

Un discorso a parte merita poi il Wollemi Pine scoperto nel 1994 da un guardiacaccia scienziato in una vallata profonda del Wollemi National Park vicino a Sydney. Attualmente nel mondo se ne conoscono meno di 100 esemplari adulti e su di lui si sono concentrati numerosi lavori di ricerca per proteggerne la sopravvivenza. I naturalisti la definiscono la scoperta del secolo perché si tratta di una conifera preistorica, si potrebbe dire un dinosauro vegetale che come le sequoie può raggiungere i 40 metri di altezza. Nella lingua degli aborigeni Wollemi significa "guardati intorno, tieni gli occhi aperti e fai attenzione".

Oltre al Parco Botanico, ai Giardini Ravino c'è anche un residence. Le sistemazioni di interni ed esterni, rigoroso bianco essenziale, roccia e pietra, mi hanno fatto pensare allo stile di César Manrique a Lanzarote e non mi sono sbagliata, il Capitano D'Ambra va spesso alle Canarie e se n'è ispirato.
Grazie Capitano D'Ambra della sua accoglienza e dei suoi racconti pieni di entusiasmo e passione; il suo giardino mi è piaciuto proprio perché "non se la tira" e vi si respira una bella atmosfera semplice e familiare. Mi è piaciuto anche il suo "cane" da compagnia, ovvero un vanitoso pavone con  famiglia che ostenta la sua ruota spesso e volentieri e che gira indisturbato per interni ed esterni facendola  da padrone.




giovedì 25 luglio 2013

a Forio tutti da Maria!


Come Ischia Porto, Ischia Ponte col Castello Aragonese, Lacco Ameno, Sant'Angelo, anche Forio, vivacissimo centro turistico-economico dell'isola nonché meta prediletta di letterati e artisti, è una vera bellezza. Me ne vado a zonzo sotto la benedizione di un bellissimo S. Gaetano, che vigila attento all'esterno dell'omonima chiesa nel centro del paese, chiesa fondata nel 1655 da marinai foriani.



Molte le chiese a Forio, in particolare ne visito tre: la Basilica Pontificia di S. Maria di Loreto, presumibilmente costruita nel 1300 e che fra il '500 e '600 ha funzionato anche come ospedale.






Poi quella dell'Arciconfraternita di Santa Maria delle Grazie, soprannominata anche "Visitapoveri" fondata agli inizi del XVII° secolo e che ha sempre svolto un'importante opera nei confronti degli associati della confraternita e dei più bisognosi. Se già l'esterno è bello, l'interno, tutto decorato a stucco, è semplicemente stupendo.
Dulcis in fundo, un altro gioiello artistico, ovvero la Chiesa del Soccorso, dedicata a Santa Maria della neve. L'edificio originario è del 1350, adibito a convento dai padri agostiniani  che vi hanno risieduto fino a metà del '600. Il suo fascino è anche dovuto alla posizione, perché isolata su un punto estremo dell'isola proprio a ridosso del porto e la si vede anche dal mare. Non a caso ci ho trovato una coppia di sposi e naturalmente a loro TANTI AUGURI! Ma a Ischia si sposano tutti?

Dopo una scorpacciata di sacro, a Forio non posso certo mancare un meritato caffè seduta al tavolino del "Bar Internazionale" di Maria Senese. Nelle mie vene scorre anche sangue mitteleuropeo e adoro i caffè, Vienna docet,  a maggior ragione se hanno una ricca storia dietro le spalle. Pare che i primi artisti abbiano cominciato a sbarcare da queste parti negli anni '30, quando in Germania si cominciava a respirare una brutta aria, ma è soprattutto negli anni '50 e '60 che il Bar Internazionale ha il vento in poppa, frequentato com'è da illustri artisti e intellettuali e la Maria circola fra i tavoli con il vassoio pieno e la conoscono tutti. Purtroppo arrivo troppo tardi, i tempi sono cambiati, la piazzetta è la stessa e si può sempre ordinare la granita di limone, ma non mi è capitato di incontrare Truman Capote, assiduo frequentatore di Forio, ma solo un manichino della boutique di moda accanto!